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Foto tratta da Facebook

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Vandali scatenati al cimitero ebraico di Arezzo: raid al "Campaccio"

Offesa, ancora una volta, la memoria della comunità ebraica aretina: la zona era luogo di sepoltura nell'Ottocento, oggi il cimitero viene ricordato con una collinetta, un ulivo e una targa. Numerosi mazzi di fiori erano stati deposti per la Giornata della Memoria

Deturpata la zona del "Campaccio" all'interno del parco Ducci, alla fine di via Baldaccio d'Anghiari: la collinetta sormontata da un albero d'ulivo con targa commemorativa rappresenta il luogo simbolo che fu della comunità ebraica ottocentesca di Arezzo, perché ne ospitava il cimitero.

I mazzi di fiori per la Giornata della Momoria

Nell'area, prima del raid, c'erano numerosi mazzi di fiori, perché tradizionalmente qui vengono posati in occasione della Giornata della Memoria. Quest'anno la cerimonia, con la deposizione di una corona d'alloro da parte dell'amministrazione, si è tenuta il 27 gennaio. Ma numerosi cittadini di Arezzo hanno omaggiato il luogo in autonomia, portando altri fiori, ricordando la Shoah e le tremende conseguenze delle leggi razziali.

Il caso delle minacce a Marco Botti

Quest'anno la Giornata della Memoria ad Arezzo è stata funestata da un esecrabile episodio che ha visto come vittima il giornalista Marco Botti, collaboratore di ArezzoNotizie. Un attacco online di stampo nazifascista, in occasione di una "passaggiata" virtuale (visto che l'evento dal vivo era stato sostituito per le restrizioni anti Covid) tra i luoghi simbolo dell'antica comunità ebraica aretina. Tra questi il "Campaccio", per l'appunto. Nell'occasione, la diretta è stata disturbata da una serie di intrusi che hanno infangato l'appuntamento con svastiche, offese, bestemmie e minacce di morte nei confronti del giornalista che stava conducendo l'evento. L'episodio ha avuto una grande eco, con la condanna da parte del presidente della comunità ebraica di Firenze, delle istituzioni e solidarietà espressa trasversalmente al giornalista. Un episodio simile, inoltre, è stato denunciato, appena una settimana fa, da un preside aretino che lavora in Veneto, Cristiano Rossi. 

La denuncia di Alessandro Caneschi

L'ultimo episodio di stampo antisemita, quello del raid al "Campaccio", viene denunciato su facebook dal consigliere comunale di Arezzo Alessandro Caneschi, che scrive:

Vergogna! Gesto vile ed inaccettabile in un luogo simbolo della città, il "Campaccio", dove era collocato il cimitero degli ebrei di Arezzo. Mi aspetto una forte condanna pubblica del sindaco Ghinelli; si attivi immediatamente per ridare la giusta dignità che il luogo merita.

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