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Cronaca

Vaiolo delle scimmie ad Arezzo, due contatti tracciati. "Ma rischio pandemico basso"

Dovranno osservare un protocollo, ma non saranno sottoposti all'isolamento domiciliare. La Asl: "E' importante parlarne per evitare il contagio, ma nessun allarmismo"

Sono due i contatti stretti del 32enne aretino colpito da vaiolo delle scimmie, tracciati dalla Asl Toscana Sud Est. Tra questi il medico curante del paziente. Nessuno dei due presenta sintomi e le prescrizioni a cui devono sottoporsi non sono particolarmente stringenti, visto che il rischio contagio non è elevato come per altre patologie come il Covid.

Il contagio del vaiolo delle scimmie

La trasmissione da umano a umano si verifica attraverso un contatto stretto con materiale infettivo da lesioni della pelle, attraverso la saliva in prolungati contatti faccia a faccia o attraverso secrezioni nasali infette. E - come ricorda il Centro europeo di controllo delle malattie - il contagio dell'attuale epidemia (92 casi confermati in 12 Paesi, quattro dei quali in Italia) può essere avvenuto durante un rapporto sessuale.

I contatti del caso aretino

Entrambe le persone con cui il 32enne è entrato in contatto - dopo essere rientrato da un viaggio alle Canarie e dopo aver scoperto di aver contratto il vaiolo delle scimmie - devono rispettare un protocollo, che però non prevede l'isolamento domiciliare. Dovranno fare attenzione ai contatti con le altre persone nei prossimi giorni, prendere le dovute precauzioni nel caso, ma nessuna quarantena.

La Asl rassicura

A seguito della notizia di un caso positivo al vaiolo delle scimmie nell'Aretino, la Asl Toscana Sud Est ha deciso, ieri, di indire una conferenza stampa, per chiarire quanto sia importante parlare dell'argomento per fare corretta informazione e prevenire l'insorgere di ulteriori casi. Ma tranquillizzando sia sulla contagiosità, che sulla gravità della malattia. Il 32enne aretino colpito, infatti, sta bene ed è in isolamento al San Donato.

"I casi di vaiolo delle scimmie al di fuori dell'Africa non hanno avuto finora conseguenze importanti - ha detto il primario di Malattie Infettive del San Donato Danilo Tacconi - è effettivamente una malattia con esito benigno, ci auguriamo che non ci sia una diffusione ulteriore, anche perché per fortuna si trasmette con una modalità di contatto molto stretto, non è facilmente contagiosa". E poi un messaggio chiaro: informazione sì, allarmismo no. "Oggi va solamente posta l'attenzione sulla possibile correlazione di lesioni cutanee con viaggi in luoghi dove ci sono stati dei casi. E stare attenti se si sono avuti contatti stretti con persone che sono risultate positive", ha aggiunto il dottor Tacconi.

Le parole di Giani e quelle dell'esperto

Sul contagio aretino, ieri, è intervenuto anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. "Credo non si debba oggettivamente generalizzare. Le condizioni ci portano a dire che il caso può essere assolutamente localizzato e la patologia superata", ha detto a margine di un'iniziativa a Firenze, come riprotato dall'agenzia Dire. Del caso ha parlato approfonditamente l'infettivologo Francesco Menichetti: "Anche questo ceppo del virus è conosciuto fin dagli anni '50. Esistono cure specifiche e vaccini testati e sperimentati. Questa tipologia di vaiolo, definita delle scimmie perché studiata per la prima volta sui primati, in realtà viene trasmessa agli uomini dai roditori. I focolai principali nel corso del tempo si sono registrati in Africa occidentale e centrale. La svolta, nei contagi che stiamo vedendo adesso, è che gli infetti non hanno contratto il vaiolo in queste zone endemiche. Esistono quindi delle catene di trasmissione locali, diffuse un po' in tutta Europa, per le quali saltano fuori dei malati che non sono stati esposti ad animali infetti". E aggiunge: "Non ci sono le evidenze scientifiche per pensare di essere davanti a un nuovo rischio pandemico. Questo virus non si trasmette per via aerea come il coronavirus, e a differenza del Covid non aggredisce le vie respiratorie. Inoltre l'indice di trasmissibilità è molto basso". Sul fronte politico si registra la presa di posizione di FdI. “Abbiamo bisogno di tranquillità, dobbiamo evitare che parta un’altra stagione di paura, chiediamo perciò che l’assessore Bezzzini riferisca in Commissione sanità. Vorremmo capire  quale sia la catena organizzativa alla luce delle notevoli difficoltà del sistema sanitario regionale che sta ancora affrontando il Covid, i reparti di malattie infettive dei nosocomi toscani sono in grado di affrontare casi di Vaiolo delle Scimmie? Ci sono circolari dell’Istituto Superiore di sanità oppure del Ministero al riguardo?” chiedono, con una interrogazione in Regione, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci, componente della Commissione Sanità, ed il capogruppo Francesco Torselli. “Vorremmo avere un aggiornamento dettagliato relativamente alla situazione epidemiologica, a livello nazionale e regionale, un’attuale valutazione del rischio, sapere se la Regione disponga di protocolli specifici che prevedono la gestione dei casi. Fondamentale intervenire per evitare allarmismi in un momento storico che ci vede ancora impegnati ad uscire dalla pandemia da Covid”, sottolineano Petrucci e Torselli.

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