Cronaca

Coronavirus, l’Asl Toscana sud est istituisce le unità speciali di continuità assistenziale: 611 cittadini “al domicilio”

Le linee prevedono che le Usca effettuino l’assistenza per la gestione domiciliare a sostegno di pazienti affetti da Covid-19, che non necessitano di ricovero ospedaliero, o sospetti di questa infezione

Il contrasto al coronavirus passa anche e soprattutto dalla corretta individuazione a domicilio dei possibili infetti. Intercettarli prima di arrivare all’ospedale, questa è la sfida più grande delle unità speciali di continuità assistenziale dell’AUSL Toscana sud est. Accanto alla rimodulazione degli ospedali, con la distinzione tra strutture Covid e No Covid, l’azienda Asl Toscana sud est sta procedendo alla riorganizzazione territoriale della gestione dei pazienti o sospetti Covid. 

Nei giorni scorsi, infatti, sono state istituite le Usca, unità che si occupano della gestione domiciliare dei pazienti positivi al coronavirus (quindi coloro che non necessitano del ricovero ospedaliero). 

Per la gestione complessa dei pazienti covid, l’Asl Toscana sud est ha strutturato un modello organizzativo che ricalca quello consolidato di risposta aziendale alla cronicità, istituendo quindi la centrale Covid. Questa può attivare le Usca, poiché terminale delle richieste di tutti gli attori del sistema aziendale (Paziente, MMG, 118, Pronto Soccorso e Ospedali). Alla centrale, inoltre, è deputata la regia del percorso del paziente e può sollecitare le Usca negli aggiornamenti dello stato di salute dei pazienti.

Alle Usca spetta la presa in carico del paziente, con cui hanno contatti quotidiani anche tramite la registrazione dei parametri vitali. Gli operatori delle unità speciali sono inoltre supportati dai medici e dagli infermieri della rete di pneumologia territoriale. Le equipe, cosi composte, consentono al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di coadiuvare al meglio, sul territorio, l’azienda sanitaria nella gestione dei casi di coronavirus. Questi professionisti, infatti, a seguito di un triage telefonico, comunicano direttamente alla centrale Covid aziendale il nominativo e l’indirizzo dei pazienti.

L’Asl Toscana sud est ha scelto di organizzare le Usca anche come importante supporto alla corretta gestione dei casi di Covid-19 nelle Rsa. Pronto intervento, ad esempio, nella struttura di Bucine visitata dal presidente Enrico Rossi, dove i professionisti dell’unità speciale di continuità assistenziale monitorano e controllano la situazione dei pazienti.

Le Usca sono coordinate dal dipartimento aziendale del territorio e saranno attive per tutta la durata dell’emergenza epidemiologica. La sperimentazione sta partendo progressivamente ed è legata all’andamento epidemiologico dei casi Covid sul territorio. Le prime sono quelle della Valdichiana senese, di Grosseto e del Valdarno.

I cittadini seguiti dalle Usca dell’Asl Toscana sud est possono essere: i pazienti paucisintomatici, cioè quelli a cui è stato fatto il tampone perché possibili caso sospetti, e per cui è previsto il costante supporto telefonico e, nel caso, la visita domiciliare; i pazienti che hanno una sintomatologia respiratoria importante, ma che non necessitino di ricovero ospedaliero; i pazienti in dimissione dall’ospedale ma che siano ancora positivi al virus. Infine, saranno seguiti dalle Usca anche i pazienti sintomatici che, dopo la valutazione clinica fatta direttamente dal pronto soccorso, vengano rinviati al domicilio.

La tecnologia avrà un ruolo importante per la presa in carico, sia per gli operatori che per i cittadini. Infatti, al personale Usca verrà assegnato uno smartphone (con cover sanificabile per prevenire ogni possibilità d’infezione) con cui si potranno registrare, tramite note vocali, i parametri vitali e le attività effettuate. Alle persone seguite dalle Usca, invece, verrà fornita una specifica app per smartphone, con cui autonomamente potranno monitorare costante i dati clinici e i parametri vitali. Per alcune tipologie di pazienti, quelli che richiedono maggior impegno clinico, sarà possibile attivare anche il telemonitoraggio.

Le dichiarazioni dell'assessore regionale Saccardi

“Con questo atto abbiamo recepito le recenti disposizioni ministeriali, rafforzando la continuità assistenziale a domicilio  per due tipologie di pazienti, che possono essere curati  e seguiti nelle proprie abitazioni. Si tratta di un ulteriore strumento organizzativo che consente di salvaguardare la capienza degli ospedali per la presa in carico dei casi gravi e gravissimi, senza trascurare tutti gli altri assistiti, che pur non essendo gravi, necessitano  di essere monitorati da personale specializzato e in maniera continuativa -  ha dichiarato Saccardi -.  L’intero sistema sanitario regionale è mobilitato per fronteggiare questa grave emergenza in termini di investimenti e  con il coinvolgimento  attivo delle nostre migliori risorse professionali, che si sono rese disponibili da subito, senza tentennamenti”.

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