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Francesco Macrì e Sergio Staderini

Francesco Macrì e Sergio Staderini

Caso Coingas, di nuovo in aula per l'udienza: 15 Comuni si sono costituiti parte civile. Chiesta modifica del l'imputazione di Macrí

Riparte oggi l'udienza per il caso Coingas, dedicata quasi esclusivamente alle questioni preliminari

Costituzione di parte civile, modifica dei capi di imputazione e scelta di riti alternativi. Riparte oggi l'udienza preliminare per il caso Coingas, dedicata quasi esclusivamente alle questioni preliminari. 

Aggiornamento ore 11,45

Dopo la costituzione delle parti civili, la parola è passata al procuratore Roberto Rossi che ha chiesto l'integrazione del capo di imputazione di Francesco Macrí. In seguito a quanto emerso durante gli interrogatori di Staderini infatti, secondo la procura si configura anche il reato di peculato per il filone dell'inchiesta relativo alle consulenze d'oro.  Il giudice ha dato quindi un termine fino al 27 aprile per permettere alla difesa di valutare e accettare o meno l'integrazione. 

Aggiornamento ore 11,38

Quindici comuni hanno avanzato la richiesta di costituzione di parte civile. Si tratta dei comuni del centro sinistra che fanno parte di Coingas ai quali si sono aggiunti Sansepolcro, Subbiano e Capolona. Il giudice Claudio Lara, dopo una sospensione dell'udienza di oltre mezz'ora,  si è pronunciato accogliendo tutte le richieste. 

Dopo la falsa partenza dello scorso 23 marzo, quando per alcuni difetti di notifica tutto è stato rinviato, quest'oggi il procedimento dovrebbe essere incardinato. 

E potrebbero esserci sorprese. Nei due interrogatori che Sergio Staderini rese al procuratore Roberto Rossi  negli ultimi mesi del 2020,  l'ex presidente di Coingas come un fiume in piena ripercorse l'intera vicenda delle consulenze d'oro coinvolgendo in quel filone d'inchiesta anche Francesco Macrì, fino ad allora estraneo a quei fatti. E proprio questo nuovo aspetto  avrebbe "appesantito" la posizione di Macrì e potrebbe portare il procuratore Rossi a modificare il capo di imputazione del presidente di Estra. Macrì dunque rischia l’accusa di peculato, oltre a quella di abuso d’ufficio che già pende su di lui per la vicenda della sua nomina da consigliere comunale a membro del cda di Estra.

Inchiesta Coingas: due anni di indagini

Sempre questa mattina Staderini, tramite il suo legale Francesco Molino, potrebbe chiedere il rito abbreviato, e la stessa mossa potrebbe essere giocata da altri imputati. 

Sempre questa mattina potrebbero essere presentate le richieste di costituzione di parte civile. Non lo farà Coingas, la cui assemblea dei soci non è arrivata all'approvazione presa di posizione, e nemmeno il Comune di Arezzo, il cui consiglio comunale non ha raggiunto l'unanimità nella votazione dell'atto. 

Gli imputati

In totale gli imputati (chiamati a comparire con accuse di tipo diverso: dalla corruzione all'abuso d'ufficio, dall'ingiusto guadagno al favoreggiamento) sono 13: il sindaco Alessandro Ghinelli, Sergio Staderini, Pier Ettore Olivetti Rason, Jacopo Bigiarini (dello studio legale Olivetti Rason), il commercialista Marco Cocci, Mara Cacioli (ex dipendente in pensione di Coingas), l'assessore Alberto Merelli, il presidente di Estra Francesco Macrì, l'avvocato Stefano Pasquini, l'amministratore di Coingas Franco Scortecci, il consigliere comunale Roberto Bardelli, il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi e l'ex presidente Multiservizi Luca Amendola.

La maxi inchiesta 

La maxi inchiesta che ha scosso Arezzo ha preso le mosse nel giugno del 2019, quando la Procura di Arezzo dispose delle perquisizioni a seguito di una segnalazione da parte di un membri del collegio sindacale di Coingas in merito ad una serie di "consulenze d'oro". Fu la Digos a rinvenire materiale audio nel pc di Sergio Staderini (ex presidente di Coingas) dal quale emersero elementi che diedero un enorme impulso alle indagini. Dalle conversazioni carpite all'insapua di chi stava parlando infatti hanno preso il via vari filoni d'inchiesta: non solo le consulenze, ma anche il filone che riguarda Multiservizi (che vede implicati Amendola, Baredelli e Roggi) a quello sulla nomina di Macrì a presidente di Estra. 

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