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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Foiano della Chiana

Investì una ragazza che morì sul colpo, poliziotto assolto: "Era impossibile evitare l'impatto"

Sentenza questa mattina presso il tribunale di Arezzo: "il fatto non costituisce reato". La giovane camminava sul ciglio della strada nel cuore della notte, con un alto tasso alcolemico: secondo il tribunale sarebbe stato impossibile prevederne i movimenti e schivarla

Morì investita da un'auto, nel cuore della notte. Andree Bianca Adam, 24 anni, camminava sul ciglio della strada, nei pressi di un locale, con un tasso alcolemico di molto sopra al limite. Ad investirla fu un poliziotto che stava andando al lavoro, finito a processo con l'accusa di omicidio stradale. Difeso dall'avvocato Antonio Mastrota, l'uomo è stato assolto questa mattina dal giudice del Tribunale di Arezzo Giulia Soldini, "perché il fatto non costituisce reato". Date le condizioni ambientali (notte fonda), l'abbigliamento di colore scuro (che difficilmente si poteva vedere) e le condizioni psicofisiche della giovane, il giudice ha ritenuto che il guidatore non potesse accorgersi della sua presenza e schivarla.

La tragedia

Era la notte tra il 17 e il 18 marzo 2019 quando avvenne la tragedia, lungo la strada che da Foiano porta a Cesa, all'altezza di Renzino. La giovane stava camminando sul ciglio della strada quando un'auto - un Doblò Fiat guidato da un poliziotto di 50 anni - l'aveva travolta e uccisa. Andree aveva 24 anni e veniva dalla Romania: era da cinque anni in Italia e di recente si era trasferita in Valdichiana dove lavorava saltuariamente come barista. Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, quella notte sarebbe sbucata da un lato della strada. Vestita di nero, in un tratto poco illuminato, non venne notata e fu investita.

La perizia della difesa

Durante l'udienza preliminare la difesa ha depositato una perizia tecnica dalla quale sarebbero emersi due aspetti che hanno portato alla sentenza odierna. Da un lato c'era il tasso alcolemico particolarmente alto della giovane (pari a 3,83, livello che potrebbe indurre anche al coma etilico), dall'altro la scarsa visibilità che avrebbe reso difficile accorgersi della presenza e dei movimenti che la ragazza stava facendo (forse camminava o forse voleva attraversare) sul bordo della strada. 

Una ultima perizia tecnica avrebbe dimostrato come nonostante la velocità sostenuta dal Doblò fosse nei limiti, ovvero 55 chilometri orari, date le condizioni ambientali l'uomo alla guida non avrebbe fatto in tempo a schivare la ragazza. A nulla infatti è valsa la sterzata del poliziotto. L'investimento secondo la perizia, e secondo anche il giudice del tribunale di Arezzo, era inevitabile.

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