Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Uccise il padre sparandogli due colpi di fucile, oggi la decisione su rito abbreviato e perizia

Uccise il padre con due colpi di fucile. Giacomo Ciriello, il 18enne che lo scorso 26 febbraio sparò al babbo Raffaele, oggi potrebbe comparire in tribunale per una udienza importante, nella quale il giudice Giampiero Borraccia dovrà esprimersi in...

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Uccise il padre con due colpi di fucile. Giacomo Ciriello, il 18enne che lo scorso 26 febbraio sparò al babbo Raffaele, oggi potrebbe comparire in tribunale per una udienza importante, nella quale il giudice Giampiero Borraccia dovrà esprimersi in merito alla richiesta di rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica inoltrata dal legale Stefano Del Corto.

La presenza del giovane non è certa, il legale ha presentato l'istanza al tribunale affinché il 18enne potesse lasciare la struttura che lo ospita, ma ha lasciato al ragazzo la decisione finale.

Attualmente il 18enne si trova in una casa famiglia di Prato, come disposto dal gup di Arezzo Anna Maria Loprete e confermato dal tribunale del Riesame. Qui sta proseguendo un percorso delicato e complesso. Più volte il suo legale ha sottolineato la situazione di estrema fragilità che sta vivendo. E proprio domenica scorsa nella struttura si è recata anche la mamma di Giacomo. Madre e figlio si sono rivisti e riparlati dopo circa 8 mesi. Per lungo tempo il ragazzo ha detto di no alle richieste della donna. Poi un'apertura interpretata dal legale come un progresso nel suo percorso di recupero.

La richiesta di rito abbreviato è condizionata da una perizia psichiatrica. La difesa vuole capire se al momento del fatto il 18enne era in grado di intendere e di volere. Ovvero se effettivamente è imputabile. Stando a quanto emerso dagli accertamenti dei periti di parte, nel giorno della tragedia il ragazzo si trovava in una condizione psicologica estremamente delicata, tanto da mettere in dubbio la capacità di intendere e volere. Un aspetto questo di fondamentale importanza, perché Giacomo è accusato di omicidio volontario con l'aggravante di aver ucciso un consanguineo, ovvero il padre, e rischia l'ergastolo.

In aula probabilmente sarà presente anche il fratello di Raffaele - zio di Giacomo - che si è costituito parte civile rappresentato dall'avvocato Tiberio Baroni.

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