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Sparò e uccise ladro, ancora aperta la caccia ai complici. Mercoledì la legge sulla legittima difesa approda alla Camera

Gli inquirenti stanno svolgendo accurate analisi sui tabulati telefonici e sulle celle della zona. L'obiettivo è quello di riuscire a rintracciare qualche complice del 29enne.

Le indagini non si sono mai fermate. I carabinieri della compagnia di Cortona stanno cercando di stringere il cerchio attorno ai complici di Vitalie Miricea, il moldavo 29enne morto in seguito a due colpi di pistola sparati dal gommista di Monte San Savino Fredy Pacini. La vicenda che ha scosso la comunità savinese e della quale per giorni si è dibattuto a livello nazionale appare ancora lontana dalla sua conclusione. 

Gli inquirenti stanno svolgendo accurate analisi sui tabulati telefonici e sulle celle della zona. L'obiettivo è quello di riuscire a rintracciare qualche complice del 29enne. Il giovane era dedito da tempo a reati predatori  e pare facesse parte di una banda. Ma servono elementi per incastrarne i componenti. Più remota l'ipotesi di un basista del luogo: tutti sapevano infatti che Pacini dormiva all'interno del capannone e che quindi il colpo sarebbe stato quanto meno complicato. 

In caso venissero trovati per loro ci sarebbe solo l'accusa di tentato furto. Ma dai loro racconti potrebbero emergere ulteriori elementi utili alle indagini. 

Per la morte del 29enne Pacini è indagato: su di lui pende l'accusa di eccesso di legittima difesa. Nei prossimi giorni sono attesi i risultati dell'autopsia: solo una volta consegnata la relazione dei medici legali, hanno spiegato i legali del 56enne, il gommista parlerà con il pm. Ci sono infatti aspetti delicatissimi da valutare, come quello della traiettoria della pallottola fatale. Per chiarirla è stata svolta anche una perizia balistica. 

Nel frattempo la proposta di legge sulla legittima difesa approderà alla Camera. Lo scorso 24 ottobre aveva ottenuto l'ok dal Senato.

Ma cosa potrebbe cambiare per Pacini?

Tra le novità del disegno di legge - che sarà composto di 9 articoli -  c'è l'abbandono del margine di discrezionalità che aveva l'autorità giudiziaria per valutare la legittimità dell'azione di difesa. L'articolo 1 infatti recita:

"Chi compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere - prevede la legge in approvazione - agisce sempre in stato di legittima difesa".

La difesa appare dunque sempre legittima, fatta eccezione per alcuni casi specifici. Inoltre  non sarà punibile chi reagisce "in stato di grave turbamento", (come previsto dall'art.2) perciò chi "trovandosi in condizioni di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità" non sarà imputabile per eccesso di legittima difesa.

La posizione di Pacini dunque potrebbe essere "alleggerita". 

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