Cronaca

Uccise il padre, disposta la perizia psichiatrica su Giacomo Ciriello: le valutazioni fra tre mesi

L'incarico per la perizia psichiatrica è stato affidato: tra 90 giorni sarà resa nota la valutazione sulla capacità di intendere e di volere di Giacomo Ciriello nel momento in cui ha sparato al padre Raffaele. Ma anche se ad oggi il giovane sia in...

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L'incarico per la perizia psichiatrica è stato affidato: tra 90 giorni sarà resa nota la valutazione sulla capacità di intendere e di volere di Giacomo Ciriello nel momento in cui ha sparato al padre Raffaele. Ma anche se ad oggi il giovane sia in grado di sostenere un processo.

Come già anticipato in occasione della precedente udienza, l'incarico è stato conferito al medico legale Massimo Forgeschi e allo psichiatra Massimo Marchi. Nell'udienza di ieri di fronte al Gip Giampiero Borraccia, anche la parte civile, rappresentata dal legale Tiberio Baroni ha incaricato il dottor Bruno Beccarini Crescenzi.

Si tratta di una perizia di fondamentale importanza, perché se stabilisse che il giovane - assistito dall'avvocato Stefano Del Corto - era del tutto incapace di intendere al momento del delitto, oggi sarebbe non imputabile. Ergo il processo non sarà celebrato.

IL DELITTO

Era la notte tra il 26 e il 27 febbraio scorso quando a Lucignano, in una casa di campagna, si consumò la tragedia. Giacomo viveva da poco tempo con il padre Raffaele. Tra i due i rapporti non erano idilliaci. A complicare le cose la difficile separazione tra i genitori che aveva segnato profondamente l'infanzia del giovane. Era da poco passata la mezzanotte e il padre, artigiano titolare di una carpenteria metallica, era appena rincasato.Il figlio e lo stava aspettando con in braccio la doppietta che era detenuta in casa e ha fatto fuoco sparandogli al volto. Il proiettile ha colpito il 51enne sotto lo zigomo sinistro, non lasciandogli scampo. Poi Giacomo ha contattato le forze dell'ordine per costituirsi: "Ho ucciso mio padre", ha detto.
Adesso Giacomo si trova agli arresti domiciliari presso una casa famiglia di Prato. Qui sta proseguendo il suo percorso di recupero. Tra le mura di quella struttura dove si è ambientato ha realizzato quanto accaduto, ha capito che lo aspetta un processo. E che il suo futuro e il resto della sua vita resteranno per sempre segnati da quella drammatica notte.





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