Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Uccise il marito con un colpo di fucile, condannata a 8 anni di reclusione

Otto anni di reclusione. E' questa la condanna per Paola Marzenta, la 58enne che lo scorso ottobre ha ucciso con un colpo di fucile il marito Dino Gori. La sentenza è stata emessa oggi. Il pm Andrea Claudiani aveva chiesto una pena di 14 anni. Il...

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Otto anni di reclusione. E' questa la condanna per Paola Marzenta, la 58enne che lo scorso ottobre ha ucciso con un colpo di fucile il marito Dino Gori.

La sentenza è stata emessa oggi. Il pm Andrea Claudiani aveva chiesto una pena di 14 anni. Il giudice ha però accolto parte delle attenuanti richieste dalla difesa. In particolare avrebbe pesato sulla sentenza la perizia - svolta dal dottor Mauro Mauri dell'Università di Pisa - che attesta la parziale infermità mentale della donna. "Aspetteremo le motivazioni - ha commentato il legale Saverio Agostini che insieme all'avvocato Michele Cipriani ha sostenuto la difesa - ma ci sembra che sia una sentenza equilibrata. Parte delle attenuanti che avevamo presentato sono state accolte, quindi prima di pensare ad un eventuale appello non ci resta che attendere di leggere cosa è stato scritto nelle motivazioni". Paola Marzenta resterà in carcere a Sollicciano, dove è stata portata subito dopo l'arresto. Era il 18 ottobre quando si è consumata la tragedia. Dino Gori, 64 anni, fu raggiunto da un colpo di fucile esploso da distanza ravvicinata. Una cartuccia a pallini, di quella usate dai cacciatori per i volatili, che non gli lasciò scampo. Ad imbracciare il fucile e sparare il colpo fu la moglie, dalla quale si stava separando e con la quale il legame era ormai logoro. Dietro al fatale gesto infatti, c'erano anni di liti, di conflitti e - stando a quanto raccontato in seguito dalla donna - anni di violenze. Dini, ex maresciallo dell'aereonautica, era seduto nella propria abitazione (un piccolo appartamento in un edificio di proprietà della moglie a Campolungo di Lonnano) e stava mangiando castagne quando fu raggiunto dal colpo. Marzenta, dal fisico magro, con una malattia cronica all'apparato scheletrico, forse anche durante quell'ultima lite gli era apparsa inoffensiva. Invece nella donna è scattato qualcosa che l'ha portata ad imbracciare il fucile e sparare. Eppure solo alcuni giorni dopo, il 27 ottobre, si sarebbe celebrata l'udienza per il divorzio e la loro storia sarebbe finita. Dopo il delitto la 58enne alzò il telefono, chiamò prima legale e poi i Carabinieri di Pratovecchio. Quindi la vicenda è approdata in tribunale e si è conclusa con la condanna odierna.
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