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Cronaca Bucine

Uccise la figlia e si gettò in un pozzo: "Adesso è capace di intendere e volere". A processo in corte d'assise

Udienza preliminare conclusa: rinvio a giudizio per il 40enne che nell'aprile del 2020 compì il delitto. "Ma all'epoca non era in grado di capire"

Non era capace di intendere e di volere quando uccise la figlia, ma adesso - oltre un anno e mezzo dopo il delitto - è stato ritenuto in grado di sostenere un processo. E' stato rinviato oggi a giudizio Billal Miha, il 40enne che nell'aprile del 2020 uccise la figlioletta di 4 anni, ferì il figlio all'epoca 12enne e poi si gettò in un pozzo. 

Secondo il gup persiste la pericolosità sociale, pertanto è stata confermata la detenzione presso la Rems di Montelupo Fiorentino dove da mesi è recluso. Per l'uomo, assistito dall'avvocato Nicola Detti, non è stato possibile chiedere un rito abbreviato. In seguito alla riforma processuale del 2019, infatti, per i reati punibili con l'ergastolo (come in questo caso, un omicidio aggravato dal rapporto di discendenza) non è possibile accedere a riti alternativi. L'udienza preliminare celebrata questa mattina si è dunque conclusa con un rinvio a giudizio. L'uomo sarà giudicato in Corte d'assise presso il tribunale di Arezzo. Il processo prenderà il via a fine gennaio, di fronte alla corte presieduta dal giudice Filippo Ruggiero. 

La tragedia in pieno lockdown

E' passato poco più di un anno e mezza da quando avvenne il terribile delitto. Era il 21 aprile 2021, l'Italia era in pieno lockdown. Quel giorno l'uomo rimase in casa sua, in via della Costituzione a Levane, con i suoi due bambini mentre la moglie era a fare la spesa.

Il 40enne pare si trovasse in una situazione psicologica molto complessa: aveva trascorso una notte insonne e agli inquirenti raccontò confusamente di aver sentito delle voci in testa. L'esplosione di violenza avvenne nella tarda mattinata: Billah prima aggredì il figlio maggiore, colpendolo alla testa con il coltello artigianale utilizzato nelle cucine bengalesi. Poi, quando il ragazzino fuggì per chiedere aiuto e cercare di mettersi in salvo, l'uomo si accanì sulla figlia, di soli 4 anni. I colpi fatali la raggiunsero al collo e al mento e per la piccola non ci nulla da fare. A quel punto Billal tentò di togliersi la vita gettandosi in un pozzo. 

A chiamare aiuto furono i vicini, che soccorsero il ragazzino in fuga. Billal fu estratto dal pozzo dai vigili del fuoco e arrestato.

E' accusato di omicidio volontario, aggravato dal grado di parentela e dalla minorata difesa per la morte della figlia, e di tentato omicidio per l'aggressione al figlio.

Durante il periodo di detenzione nella rems, l'uomo fu sottoposto ad una perizia su incarico del tribunale. E' stato lo psichiatra Massimo Marchi a stabilire che l'uomo al momento del delitto non era in grado di intendere e di volere, ma che in seguito aveva riacquistato la lucidità. Tanto da poter comparire di fronte ad una corte per essere giudicato. 

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