Uccise a martellate Katia Dell'Omarino, sconto di pena per Polverini: condanna ridotta a 14 anni

La condanna è stata alleggerita di due anni: passa così da 16 a 14 anni di reclusione. E avendone già scontati due, tra 12 anni il giovane potrà tornare alla propria vita. 

Ha ucciso una donna a martellate, per pochi euro. Oggi in Appello la sua pena è stata ridotta. Per Piter Poleverini, il 26enne di San Giustino Umbro che ha confessato l'omicidio di Katia Dell'Omarino, la condanna è stata alleggerita di due anni: passa così da 16 a 14 anni di reclusione. E avendone già scontati due, tra 12 anni il giovane potrà tornare alla propria vita. 

 "La Corte fiorentina - spiega il legale Mario Cherubini - ha accolto parte delle nostre richieste, concedendo le attenuanti generiche. Il dettaglio delle motivazioni lo conosceremo tra 90 giorni". 

Le attenuanti generiche si riferiscono soprattutto ai comportanmenti tenuti dal giovane, in teoria gli aspetti presi in considerazioni possono essere molti: la collaborazione con gli inquirenti, il comportamento precedente al fatto, quello successivo. 

katia-omarino-piter-polveriniIl legale nell'ottica di una rideterminazione della pena aveva anche chiesto che "venisse ritenuta insussistente l'aggravante di aver agito di notte e quella di minorata difesa".

Polverini attualemte si trova nel carcere di Orvieto, dopo aver trascorso un periodo presso la casa circondariale aretina. L'omicidio avvenne la notte fra l'11 e il 12 luglio 2016 e il giovane venne arrrestato nel settembre. Confessò subito l'omicidio. 

IL DELITTO
All'epoca aveva 24 anni, era impiegato della Sisal di Campo di Marte ad Arezzo. La vittima era una 39enne biturgense, Katia dell’Omarino. Un assassinio feroce, consumato dopo una serata insieme nel Suv del padre. Un raptus al culmine di un litigio: il motivo? La somma da corrispondere per una prestazione sessuale. I due si sarebbero accordati per 10 euro, Katia ne avrebbe chiesti 20 e Piter non li aveva. Il 24enne di San Giustino, forse spaventato dalla vergogna se fosse emerso l’episodio, iniziò a prendere a pugni la donna con cui si era appartato. Poi cercò di strangolarla. Scesi dal suv, il ragazzo impugnò il martello del padre operaio, per poi vibrare i colpi mortali alla testa di Katia, prima di gettarla nel greto dell'Afra. Poi ripartì per tornare a casa. Vicino all’abitazione si disfece dell’arma del delitto, gettandola dentro un cespuglio, dove è rimasta per oltre due mesi. Finché a settembre non è stata ritrovata dai carabinieri e Piter è stato arrestato.“

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