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Covid, Innocenti: "Quasi tutti i ricoveri con la variante brasiliana". Scende l'età media, 33 decessi ad aprile

L'ospedale di Arezzo è in equilibrio su numeri alti, ma non ha più bisogno di trasportare pazienti a Grosseto. Piccoli segnali in un quadro ancora pesante. Dall'ospedale ogni giorno escono tra le 8 e le 12 persone

Un tempo di ricovero lungo, alta carica virale data dal contagio della variante brasiliana del Covid, età media scesa a 71 anni. Questo è l'identikit di chi finisce in ospedale per l'infezione da Coronavirus ad Arezzo. Dati che descrivono la realtà attuale che si poggia su un ospedale, il San Donato, che anche ieri contava 127 ricoveri tra la degenza Covid e la terapia intensiva. A questi si aggiungono i 72 posti delle cure intermedie allestiti all'ospedale della Fratta di Cortona.

A descrivere questo momento è Barbara Innocenti che dal luglio scorso ricopre il ruolo di direzione degli ospedali di Arezzo, Cortona, Bibbiena e Sansepolcro.

"I numeri dei posti letto occupati sono stabili, l'ospedale si trova in equilibrio su numeri elevati, nell'area Covid abbiamo avuto un picco massimo di 110 pazienti e poi mediamente si è assestata fra i 95 e i 105. Nella terapia intensiva si va dai 22 ai 24 ricoverati." I bollettini quotidiani offrono numeri molto spesso simili, che variano di una o due unità, ma dietro c'è un'operatività ben diversa.

"C'è un discreto ricambio, i ricoverati non sono sempre i soliti, abbiamo un buon numero di turn over e inoltre da una decina di giorni non abbiamo nemmeno più bisogno di fare trasferimenti all'ospedale di Grosseto come è accaduto nelle settimane precedenti. Adesso noi non siamo in una fase di aumento dei posti letto Covid e l'equilibrio ospedaliero è dato dalle dimissioni che ogni giorno sono tra le 8 e le 12 e gli accessi che sono più o meno della stessa entità, per questo il numero dei ricoverati rimane costante."

Un piccolo segnale che anche questa tendenza comincia ad avere un'inversione della curva. "Sì ma i ricoveri in ospedale non si sono molto ridotti, più o meno quanti ne escono tanti ne entrano, il segno che tutto starà migliorando lo vedremo quando calerà il numero dei pazienti nella degenza ordinaria."

I ricoveri arrivano sia dal pronto soccorso oppure dalle squadre Usca che monitorano le condizioni cliniche e decidono il ricovero quando serve.

L'età dei ricoverati

Adesso l'età media dei ricoverati, perché hanno le conseguenze più gravi del Covid, è di 71 anni. "L'età dei ricoverati è scesa rispetto a prima, ci sono anche pazienti molto giovani. Pochissimi ricoveri di 20enni, di più tra i 30enni, 40enni e 50enni. Tempo indietro abbiamo avuto anche una diciottenne come paziente. Adesso giovanissimi non ci sono, si parte dai 35 anni."

Le varianti e i vaccini nei nuovi casi

"Praticamente su tutti i pazienti ricoverati è presente la variante brasiliana del Covid-19" conferma Barbara Innocenti. Arezzo è infatti uno dei territori che a differenza della media italiana dove quasi il 90% dei nuovi casi è di tipo inglese, qua prevale quella di origine del Sud America. "Non su tutti viene fatto il sequenziamento, ma le evidenze si hanno dal fatto che si tratta di soggetti che manifestano alta carica virale sul tampone e magari sono quei casi parte di nuclei dove si è avuto un contagio rapido, non solo tra i conviventi ma anche tra coloro che hanno avuto incontri limitati e sporadici. Insomma si misura la maggior contagiosità che coinvolge gruppi più estesi."

Con la progressione della campagna di vaccinazione stiamo osservando lo svuotamento della finestra dei nuovi contagi tra gli over 80. Ieri ne sono stati segnalati 3 in provincia di Arezzo e nessuno a Grosseto. Ma il dato dei decessi resta altissimo: da inizio aprile a ieri sono stati 33, una media di più di 2 al giorno, con picchi di quattro nei giorni dell'8, 9 e 16 aprile.

"Va detto che non ci sono state persone ricoverate che avevano già avuto due dosi di vaccino, pochi quelli che sono finiti in ospedale con il Covid e che avevano già avuto una dose di vaccino e possiamo dire che i pazienti positivi con ciclo vaccinale completo sono stati quasi tutti asintomatici."

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