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Raffica di truffe con i contratti dell'energia elettrica: decine di vittime aretine. Sette denunce

Scoperto il meccanismo dai carabinieri del Valdarno dopo un'indagine durata mesi

Raffica di truffe con i contratti per l'energia elettrica. Si chiude il cerchio dell'indagine dei carabinieri del Valdarno. Dopo le indagini condotte dai militari delle stazioni di San Giovanni Valdarno e Levane, sono giunti a termine gli accertamenti di quelli della stazione di Montevarchi: il fenomeno ha colpito il Valdarno aretino dalla metà dello scorso anno.

A San Giovanni Valdarno erano state 65 le vittime, una decina di denunce raccolte a Levane: nel primo caso sono stati identificati 3 autori, mentre nel secondo sono state 4 le persone identificate, tra queste una era già stata denunciata dai carabinieri sangiovannesi.

Per quanto riguarda Montevarchi, invece, sono state 7 le persone deferite in stato di liberà, anche se quattro coincidevano con quelle già identificate dagli altri comandi per precedenti truffe.

Gli autori - spiegano i carabinieri guidati dal capitano Andrea Barbieri - sono in parte riconducibili all’area napoletana, in parte sono formalmente residenti in varie località italiane, tra cui Viareggio, Giussano (MB), e Cinisello Balsamo; tre in totale gli stranieri (due brasiliani, tra cui una donna e un marocchino).

Il meccanismo della frode

I denunciati hanno carpito i dati sensibili delle ignare vittime, tra i quali il numero del contatore, per poi sottoscrivere falsamente dei contratti con una nota società di energia elettrica/distribuzione gas.

Le vittime, dopo poco tempo dalla “sottoscrizione del contratto”, si sono viste recapitare il recesso del precedente operatore e la nuova bolletta, mentre nulla era stato da loro richiesto. Scontate quindi le denunce alle stazioni dell’arma valdarnese che nel complesso ne hanno raccolte circa un centinaio. Dietro gli autori, una società del Napoletano con titolare una donna, identificata e deferita in stato di libertà anch’ella che evidentemente si è avvalsa della collaborazione “sul territorio” degli altri 6 denunciati, mandati a raccogliere dati sensibili ed a sottoscrivere falsi contratti.

I reati contestati vanno dalla violazione del codice in materia di dati personali, alla truffa continuata ed alla sostituzione di persona.

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