Cronaca

Investe soldi in rete poi il sito scompare: così la truffa del trading online. Ad Arezzo due denunce a settimana

Il caso di un 70enne aretino è solo l'ultimo di una lunga serie. Le vittime prima vedono lievitare i guadagni, poi tutto scompare. E i soldi finiscono in conti esteri da dove vengono subito prelevati

Aveva investito i suoi risparmi con il trading online. All'inizio una piccola somma, poi qualche soldo in più, fino ad arrivare ad un gruzzoletto di alcune migliaia di euro. Improvvisamente però l'amara sorpresa: il sito dove visualizzava il suo conto è scomparso e insieme a lui si sono volatilizzati anche i suoi risparmi. E' così che un 70enne aretino ha scoperto di essere stato truffato. Quello che credeva un investimento sicuro (garantito fino ad una certa cifra), improvvisamente è apparso per quello che era realmente: un raggiro. 

Purtroppo quella del 70enne è solo una delle tante vicende di questo genere che avvengono nell'Aretino. La Polizia Postale dallo scorso gennaio sta ricevendo tantissime denunce: in media due a settimana. In particolare, con lo scattare del lockdown dello scorso anno, le truffe online di questo genere sono aumentate vertiginosamente. 

Il meccanismo della truffa

Ma come agiscono i truffatori? Solitamente aprono una piattaforma nella quale invitano gli utenti di internet a fare investimenti. Negli ultimi casi denunciati ad Arezzo si tratta di siti "radicati" a Cipro o in Inghilterra. Inizialmente è necessario iscriversi alla piattaforma, spendendo una cifra che va dai 100 ai 150 euro. A quel punto vengono fornite le password per accedere al proprio conto e visualizzare i movimenti. E così iniziano i primi investimenti. Stando a quanto raccontato dalle vittime alla Polizia Postale, inizialmente i soldi lievitano. Però non possono essere prelevati subito. Nel frattempo gli operatori della piattaforma chiamano gli utenti proponendo altri investimenti altrettanto redditizi. La vittima vede il proprio gruzzolo crescere ancora e si sente rassicurata. 

I guai però arrivano nel momento in cui gli utenti si fanno restii ad investire ancora: a quel punto non solo non possono più accedere ai propri conti, ma la piattaforma spesso scompare del tutto dalla rete. 

E la truffa è servita.

I casi nell'Aretino

La Polizia Postale da tempo è impegnata su questo fronte: lo scorso anno furono raggirate 10 persone e ben un milione di euro finì nelle tasche dei malviventi. Il fenomeno però appare in crescita: perché dall'inizio dell'anno il ritmo delle denunce è di due a settimana, per un volume d'affari enorme. Da poche migliaia di euro a duecento mila euro. 

Dove finiscono i soldi

Le indagini della Polizia Postale di Arezzo portano lontano. Fino alla Lituania. E' lì infatti che i soldi persi dagli aretini che recentemente hanno sporto denuncia, sono finiti. Ma ben presto se ne perde traccia: perché l'organizzazione che ha messo in piedi il raggiro è molto celere nel prelevare tutto e far sparire ogni traccia. 

Resta la grande amarezza di chi viene truffato. Si tratta spesso di persone che hanno lavorato una vita e che pensavano di aver investito bene i guadagni messi insieme anno dopo anno. Persone anziane, convinte di poter lasciare a figli e nipoti una piccola eredità. Persone che spesso per vergogna impiegano tempo prima di denunciare. 

I consigli della Polizia Postale

Resta invece sempre valido l'invito delle forze dell'ordine a denunciare, affinché questi siti siano chiusi al più presto, prima di causare danni maggiori.  Per chi invece volesse comunque investire online, è sempre consigliato verificare sul sito di Consto quali sono i siti riconosciuti e che quindi svolgono un'attività legale e tutelata. Se il nome della piattaforma e l'indirizzo web non è esattamente come quello che compare sulle indicazioni Consob (anche un punto o una virgola possono fare la differenza), meglio desistere. Perché la truffa potrebbe essere dietro l'angolo. 

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