Una vita di risparmi in fumo: lo schema Ponzi colpisce ancora. Truffe da 1,5 milioni di euro

Sette persone indagate, perquisizioni anche in provincia di Arezzo. La frode consiste nella una costruzione di abbaglio collettivo, che si autoalimenta grazie a nuovi investitori attratti dalla promessa e da iniziali riscontri di lauti interessi sulle somme versate

Oltre 1,5 milioni di euro, risparmi di una vita affidati da ignari investitori (soprattutto della provincia di Modena) nelle mani di promotori finanziari, rivelatisi essere sodali di un gruppo organizzato operante in Italia ed all’estero dedito alla commissione di truffe finanziarie, con l'ingannevole prospettiva di consistenti guadagni ed utilizzati, invece, per sostenere il loro elevato tenore di vita. Tra gli indagati c'è anche un aretino.

La scoperta è stata fatta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del Comando Provinciale di Modena nell’ambito di complesse e articolate indagini di polizia economico-finanziaria coordinate dalla Procura del capoluogo geminiano, nella persona del pm Marco Niccolini.

L'architettura della frode - spiega ModenaToday - si basava su quello che è diventato un metodo "classico" negli ultimi decenni, il cosiddetto schema Ponzi. Si tratta, in estrema sintesi, di una costruzione di abbaglio collettivo, che si autoalimenta grazie a nuovi investitori attratti dalla promessa e da iniziali riscontri di lauti interessi sulle somme versate. Un intermediario riesce a convincere un numero inizialmente limitato di investitori ad affidargli notevoli somme di denaro che, in parte, vengono poi utilizzate per corrispondere "finti" interessi ed aumentare, così, l'appetibilità dell'investimento, dando il via ad un circolo "vizioso" in grado di attirare nuovi clienti, a loro volta remunerati con le provviste fornite dai precedenti. Il tutto senza alcun reale investimento finanziario, cosicché il promotore, una volta accumulato un patrimonio sufficiente ai suoi scopi, possa far perdere le tracce lasciando alle proprie vittime ingenti perdite economiche.

Basandosi su questo collaudato schema, un promotore finanziario modenese è riuscito ad ottenere da un’ampia platea di investitori oltre 1,5 milioni di euro che, invece di essere investiti in operazioni speculative sono stati veicolati su due società estere con sede in Lichtenstein, riconducibili ad altri sodali, e da qui distratti per garantire all’associazione di truffatori un tenore di vita ben al di sopra di quello che i risparmiatori ingannati speravano di ottenere grazie ai prospettati

Le vittime finora individuate sono state principalmente pensionati, coppie desiderose di offrire ai propri figli una certa sicurezza in futuro, lavoratori, famiglie con vicende personali anche emotivamente toccanti.

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I Finanzieri di Modena hanno proceduto al sequestro preventivo di beni immobili, mobili registrati e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 1,2 milioni di euro, in esecuzione del provvedimento emesso dal Tribunale di Modena nella persona del Gip Andrea Salvatore Romito, in accoglimento della richiesta avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica di Modena Marco Niccolini. Sette le persone complessivamente indagate per reati che vanno dall’associazione a delinquere, alla truffa, riciclaggio e abusivismo finanziario, domiciliate nelle province di Modena, Torino, Milano, Bolzano ed Arezzo.

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