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"Consegna oro in conto lavorazione, ma è ottone. Attenzione alla truffa", l'appello di Veneri ai colleghi orafi

Il racconto del titolare della Semar in un post su Facebook: "E' una persona con tante denunce alle spalle, ma continua a presentarsi nelle aziende"

"Si presenta nelle aziende orafe aretine come un cliente qualsiasi. Consegna metallo - oro per la precisione - in conto lavorazione e ritira merce lavorata, pagandone la manifattura. Poi sparisce. Solo nel momento in cui il metallo viene analizzato, gli orafi si rendono conto di essere truffati". A mettere in allerta i colleghi orafi e a lanciare un appello all'attenzione è Gabriele Veneri, titolare della Semar e oggi consigliere regionale di Fratelli d'Italia. Veneri ha cercato di avvisare gli imprenditori del settore con un post sul suo profilo Facebook. "Perché chiunque - racconta - può trovarsi di fronte questo personaggio che da tempo ormai mette in pratica questo raggiro". 

Ma in cosa consiste la truffa? In pratica, stando a quanto raccontato a Veneri da alcuni artigiani che in questi ultimi mesi sono caduti nel tranello, il metallo in realtà è ottone placcato d'oro. Una placcatura realizzata talmente bene da trarre in inganno anche gli orafi più esperti. 

"Questa persona riesca a conquistare la fiducia di chi gli sta di fronte - spiega Veneri - perché conosce molto bene questo lavoro e sa di cosa parla. Aveva un'azienda, finita in bancarotta, ed è anche stato pizzicato dagli inquirenti, tanto che per un periodo ha avuto una misura cautelare. Oggi però è di nuovo a piede libero". 

La paura è che possa continuare a truffare approfittandosi del momento delicato che stanno vivendo gli imprenditori aretini. "E proprio adesso - prosegue Veneri - un raggiro di questo tipo potrebbe voler dire per un'azienda la chiusura. Perché un chilo d'oro costa circa cinquanta mila euro e si fa presto con perdite di questo genere a dover chiudere i battenti".

L'uomo sarebbe originario dell'Aretino e avrebbe un'età tra i 45 e i 50 anni. 

"Sappiamo che ha dei precedenti - conclude Veneri - adesso però ci chiediamo come sia possibile che chi mette in pratica queste truffe, avendo anche procedimenti penali in corso, non possa essere fermato. Gli episodi negli ultimi due anni e mezzo sono stati circa una decina. Nelle ultime settimane me ne sono stati segnalati tre. Ha tante denunce a suo carico: come è possibile che non possa essere fermato?". 

Più forte che mai l'invito a denunciare episodi del genere alle forze dell'ordine. 

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