Il pacco non arriva, maresciallo si insospettisce e scopre una truffa. Carabinieri sgominano banda che colpisce online

Hanno seguito i soldi e hanno trovato i truffatori: così i militari dell'arma di Sansepolcro hanno denunciato quattro persone per truffa e riciclaggio

Foto d'archivio

Un maresciallo attento e scupoloso, un cittadino che attende un pacco che tarda troppo ad arrivare, e un fiume di soldi diretti verso una Poste Pay. Sono questi gli ingredienti di un giallo all'apparenza semplice, ma che grazie alle indagini dei Carabinieri di Sansepolcro non solo ha portato alla luce una organizzazione che metteva a segno truffe in tutta Italia. 

Tutto è iniziato circa un anno fa, quando un cittadino della Valtiberina ha incontrato il maresciallo dei Carabinieri del proprio comune e gli ha confidato che da tempo aspettava che gli consegnassero un pacco con un dispositivo elettronico di ultima generazione. Un'attesa lunga, lunghissima, ma vana. Il maresciallo ha deciso di approfondire: forse dietro al mancato recapito poteva esserci qualcosa in più rispetto a semplici problemi di spedizione. Così ha iniziato a indagare di propria iniziativa. Quando ha capito che i suoi sospetti erano fondati, ha comunicato tutto al comando di compagnia ed è partita l'indagine. 

I militari hanno seguito le tracce lasciate dai soldi, l'ormai calssico "follow the money" o metodo Falcone. E da lì sono risaliti a Postepay utilizzate per le truffe.

Ma cosa hanno scoperto di preciso? Un'organizzazione che aveva a capo un 40enne brasiliano residente in Calabria e pluripregiudicato che inseriva falsi annunci di vendita di tablet, smartphone, pc e altri dispositivi informatici di ultima generazione su piattaforme di ecommerce. In particolare quei siti che non fanno specifici controlli e non certificano i venditori. I prodotti venivano pubblicizzati a prezzi bassissimi, addirittura, spiegano i carabinieri, inferiori a quelli di costo. Ogni oggetto acquistato, veniva pagato con un accredito su una Postapay intestata ad altre persone. 

In tutto, con questo metodo, sarebbero state vendute decine e decine di oggetti. E almeno una decina di persone sarebbero state raggirate. 

Ingenti le somme di denaro che circolavano sulle Postepay: almeno 20mila euro.

I presunti complici dell'uomo sono stati denunciati: si tratta di due donne, una di 26 l'altra di 52 anni e di un nuovo di 30 anni, tutti calabresi. Sono accusati di riciclaggio 

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"per avere ricevuto sulle carte a loro stessi intestate, ingenti somme di denaro, precedentemente trasferite dalla carta Postepay intestata al truffatore su cui erano confluiti i proventi dei numerosi raggiri perpetrati, compiendo di fatto, in relazione a tali somme, operazioni tali da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa del denaro".  

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