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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Pendolari alla rincorsa dei treni regionali, tra ritardi e corse soppresse. "Ammassati nonostante il Covid"

La storia di una professionista che con altri pendolari ha cercato il distanziamento in un vagone di prima classe vuoto: "Ma siamo stati cacciati dal controllore"

Temperature roventi. Treni in ritardo o, peggio, soppressi. Convogli con pochi vagoni e affollati. E pendolari messi sempre più a dura prova. Tanto che nei giorni scorsi le segnalazioni sui gruppi social dei pendolari toscani sono state numerosissime: addirittura, anche il sindaco di Borgo San Lorenzo, Omoboni ha scritto un post sul proprio profilo personale per raccontare il suo viaggio a bordo di un regionale con una temperatura di 34 gradi. 

E anche per i pendolari in viaggio da e per Arezzo le cose non sono semplici e il calvario è quotidiano, come racconta una professionista che nella settimana appena trascorsa ha vissuto una disavventura. La sua storia è stata raccontata con una lettera anche all'ufficio reclami di Trenitalia, per sottolineare il paradosso dei pendolari. 

La pendolare - che per lavoro doveva trovarsi ad Arezzo alle 9 - avrebbe dovuto salire sul treno che alle 7,34 partiva da Firenze. Il convoglio però è stato soppresso e così ha ripiegato, come tanti altri, sul treno regionale delle 8,03 - in ritardo di 5 minuti - arrivando a destinazione molto dopo il previsto. 

"Come sempre più spesso accade il treno regionale sul quale dovevo salire dapprima ha cambiato orario, poi è stato soppresso. In compenso il treno sul quale siamo potuti salire aveva solo 5 vagoni, ma uno era riservato alla prima classe, quindi vuoto. E così, di fronte a vagoni eccessivamente e paradossalmente affollati, visto anche il colpo di coda della pandemia, visto il fatto che comunque avremmo dovuto avere un rimborso per quel viaggio, ci siamo seduti in prima classe". Ma per poco tempo perché il controllore, non vedendo il tagliando, ha chiesto alla professionista e ad altri pendolari di tornare nei vagoni affollati. 

"Fortunatamente io da libera professionista posso essere elastica negli orari di lavoro - racconta - ma molti lavoratori si trovano in difficoltà". 

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