Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Tragedia sul Cervino, muore a 28 anni precipitando dalla Cheminée. L'amico chiama i soccorsi

Aveva deciso di abbandonare il calcio perché aveva scoperto un'altra grande passione: l'alpinismo. Di arrampicata in arrampicata, era stato travolto dall'amore per la montagna, per le grandi vette: conquistato, forse, da quel senso di...

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Aveva deciso di abbandonare il calcio perché aveva scoperto un'altra grande passione: l'alpinismo. Di arrampicata in arrampicata, era stato travolto dall'amore per la montagna, per le grandi vette: conquistato, forse, da quel senso di soddisfazione che pervade ad ogni respiro una volta arrivati alla vetta. E proprio un'arrampica gli è stata fatale: Matteo Pes ha perso la vita a 28 anni durante un'uscita sul Cervino, a 3700 metri d'altezza.

Il dramma, stando ad una prima ricostruzione, si sarebbe consumato nella tarda mattinata di oggi. I due amici stavano percorrendo la Cheminée, quando il ragazzo è precipitato per alcune centinaia di metri. A dare l'allarme è stato l'amico, un altro giovane aretino, che è riuscito a rientrare a Capanna Carrel.

La Cheminée si trova proprio sul confine tra Italia e Svizzera: il 28enne sarebbe precipitato dal lato svizzero e il suo corpo sarebbe stato recuperato da Air Zermatt per competenza territoriale quindi portato in Svizzera.

Pes, di origini sarde ma cresciuto ad Arezzo, era molto conosciuto in città. Amante delle arrampicate e della montagna, aveva anche una passione per la politica: frequentava gli ambienti di Casa Pound da tempo. Aveva studiato al liceo scientifico Redi ed era iscritto al corso di laurea in Storia all'università di Firenze. Attualmente lavorava anche in un bed & breakfast ad Arezzo.

Da ragazzino aveva amato molto il calcio: era cresciuto nel San Domenico. Negli ultimi anni aveva giocato nella Polisportiva San Marco. Quest'anno però aveva annunciato alla società che avrebbe appeso gli scarpini al chiodo, per passare agli scarponi da montagna. Quella per le arrampicate infatti, era una passione sempre più impegnativa che richiedeva enormi energie. Il suo profilo Facebook riporta tante immagini di vette e panorami. Ricordi di scalate, piccole grandi conquiste fatte spesso fianco a fianco con amici.

Matteo lascia i genitori e il fratello Michele. Il padre, un agente penitenziario, e la madre - stando a quanto scritto dall'agenzia Ansa - sarebbero già partiti alla volta di Zermatt per le operazioni di riconoscimento della salma.

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