Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Camucia

Tragedia di Camucia, indagine della Procura per omicidio colposo

Il fascicolo aperto dalla Procura di Arezzo punterà a fare chiarezza proprio su come sia potuta avvenire una tragedia simile. Al momento il reato ipotizzato è omicidio colposo, ma nel pomeriggio di oggi non c'erano nomi scritti sul registro degli indagati.

Giancarlo Andreoni

C'è chi parla di una distrazione. Ma pare davvero impossibile che a causare il terribile incidente nel quale ha perso ieri la vita Giancarlo Andreoni sia stata una semplice disattenzione. Se la dinamica della tragedia appare chiara - Andreoni, operatore ecologico, è stato travolto e schiacciato da un mezzo di Sei Toscana che stava effettuando una retromarcia - non altrettanto lo sono le cause. Il fascicolo aperto dalla Procura di Arezzo punterà a fare chiarezza proprio su come sia potuta avvenire una tragedia simile. Al momento il reato ipotizzato è omicidio colposo, ma nel pomeriggio di oggi non erano stati scritti sul registro degli indagati.

La titolare del fascicolo, la pm Angela Masiello, sta vagliando tutte le ipotesi. Nelle prossime ore in procura dovrebbe arrivare l'informativa del Pisll della Asl Toscana Sud Est, che sta svolgendo accurati accertamenti. La salma, dopo una ricognizione esterna, è stata restituita ai familiari. Ma i dubbi non sono ancora stati fugati. I mezzi pesanti, come quello che ha travolto Andreni, dovrebbero avere una serie di dispositivi per garantire la sicurezza sia del personale che è a bordo sia di chi si trova all'esterno. Dispositivi acustici che segnalano a chi si trova sulla strada i movimenti del mezzo in manovra e a chi si trova al volante gli eventuali ostacoli presenti.

Hanno funzionato questi dispositivi? Come è stato possibile che Andreoni non abbia sentito il camion? Dai rilievi condotti dai Carabinieri della Comagnia di Cortona è emerso che Andreoni è stato travolto proprio con l'angolo posteriore del camion: pare un punto cieco per gli specchietti del grosso mezzo. 

Il ricordo degli amici

Intanto presso la Croce Bianca di Arezzo è tutto pronto per allestire la camera ardente. In tanti in queste attendono per porgere l'ultimo saluto ad Andreoni. A quel volontario che era sempre diponibile con tutti, pronto ad aiutare. Al momento però, contrariamente a quanto emerso nelle prime ore del giorno, la salma sarebbe ancora sotto sequestro. 

Era una persona eccezionale - raccontano con gli occhi lucidi gli altri volontari - era con noi da circa tre anni, svolgeva i servizi canonici e non si risparmiava mai. Sempre disponibile, sempre attento alle esigenze degli altri". 

Chi era Andreoni, operatore ecologico e volontario della Croce Bianca

Il cordoglio della città

I messaggi di cordoglio da ieri si susseguono. 

"Cooperativa Futura  - scrive in una nota - esprime cordoglio per la scomparsa di Giancarlo Andreoni. A nome del Presidente, dei Soci e di tutti i colleghi un abbraccio sincero ai familiari e il ricordo di un lavoratore straordinario. Con Giancarlo, come manifestato dalla sua costante attività sociale scompare, oltre che un bravo professionista un uomo buono e gentile. Alla famiglia le nostre più sentite condoglianze.

Sull'incidente è intervenuto anche il Pd di Cortona.

Il Partito Democratico di Cortona si stringe attorno alla famiglia e dichiara il proprio impegno affinché venga fatta luce sulla dinamica dell'incidente e si verifichi che siano state rispettate le procedure per la sicurezza sul lavoro. Quella di Andreoni è l'ottava "morte bianca" in provincia dall'inizio dell'anno, la terza nel solo mese di ottobre: non è possibile, in una Repubblica "fondata sul lavoro", accettare che ci siano dimenticanze o errori nella gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro.

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