Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Tragedia all'Archivio, il ministro Bonisoli: "Lo Stato troppo indulgente sulla sicurezza". Saviotti: "Morti perché non conoscevano i rischi"

A un mese e mezzo dalla tragedia sul lavoro, nella quale persero la vita Filippo Bagni e Piero Bruni il capo del Mibac è tornato in città. 

Il ministro Bonisoli con il sindaco Ghinelli

"Lo Stato per primo è stato fino ad oggi troppo indulgente". Sono parole che pesano come macigni quelle pronunciate questa mattina dal ministro ai Beni culturali Alberto Bonisoli, durante una visita all'Archivio di Stato.  A un mese e mezzo dalla tragedia sul lavoro, nella quale persero la vita Filippo Bagni e Piero Bruni - asfissiati da gas argon sprigionato dall'impianto anti incendio - il capo del dicastero è tornato in città per incontrare i dipendenti dell'Archivio e per annunciare un nuovo piano di sicurezza che riguarderà tutti gli edifici del ministero non i regole con le norme vigenti. 

Uno stanziamento di circa 110 milioni di euro (fondi comunitari raccolti con urgenza dalla Ragioneria dello Stato) che saranno spalmati in 314 interventi. Anche se Arezzo non ne beneficerà perché, nonostante la tragedia, l'impianto è risultato permettamente a norma e con tutte le certificazioni del caso. 

"Ma investire non basta - ha fatto eco il direttore dell'Archivio Claudio Saviotti -  ci vogliono le competenze. Noi l'abbiamo pagata cara. La storia dell'impianto  antincendio l'abbiamo vissuta fin dalla sua prima installazione. Nessuno ci ha mai detto che questo gas era pericoloso. I nostri colleghi sono morti per questo. Noi le regole le abbiamo seguite tutte, manutenzione e certificazioni ci sono. È mancata la competenza". 

L'INCONTRO NELLE SALE DELL'ARCHIVIO

Un annuncio importante fatto proprio in una delle sale dell'Archivio, a poca distanza da dove lo scorso 20 settembre si consumò la tragedia.

" E' lo Stato che per primo deve verificare e tutelare i luoghi di lavoro. - ha proseguito Bonisoli - Di solito lo fa in modo puntuale con gli altri. Ma quando tocca a noi non accade. Oggi molte strutture non sono a norma: ma se nnon possiamo cambiare il passato, dobbiamo fare del nostro meglio affinché tragedie come quella avvenuta qui non accadano piu. Le risorse le abbiamo trovato e saranno necessari tre, forse quattro anni per portare a termine tutti gli interventi. Chi lavora, frequenta o visita i nostri luoghi di cultura deve poterlo fare senza problemi. E' un invito a noi stessi, a fare più basta scarica barile, perché siamo i primi che devono attivarsi".


Il provvedimento prevede lo stanziamento di 109milioni e  730mila euto  che andranno a finanziare  314 interventi. 55 riguarderanno gli Archivi di Stato, 35 le biblioteche, 196 i musei e 26 i complessi ecclesiastici di cui è responsabile il Mibac. 176 di questi interventi riguarderanno il centro italia, 73 il nord e 68 il sud.

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