"Siringhe e buchi sotto casa", le testimonianze degli aretini. "Ma a quelle vittime non pensa nessuno"

Dopo la denuncia del padre che ha allontanato due tossicodipendenti che si iniettavano eroina dal cortile di casa, sono numerose le testimonianze sul degrado. Dalla richiesta di sicurezza a quella di maggiore attenzione da parte delle istituzioni

Il racconto di un padre, preoccupato per le scene di degrado che si sono trovati sotto agli occhi i suoi bambini, ha aperto la strada a tante altre testimonianze. Quelle dei residenti di Saione che riportano episodi di spaccio e soprattutto di consumo di sostanze stupefacenti in luoghi non appartati, a ridosso di abitazioni o passaggi pedonali. Scene che lasciano di stucco e che pongono mille interrogativi. 

"Qualche mese fa - scrive un lettore - in zona Vezzosi/Ombrone ne ho mandati via due (di giovani che si iniettavano droga ndr)...una situazione invivibile!". E ancora, a poche decine di metri da lì, racconta un altro residente: "Buco quotidiano dietro all'ingresso dell'ascensore del sottopasso per via Trasimeno. O nelle aiuole. Oormai routine per tutti". 

Una triste routine, il degrado che diventa quotidianità è raccontato con un episodio da un altro lettore che commenta:

La cosa è ben più grave di quanto si pensi!
Alle istituzioni, nonostante abbiano impostato la campagna elettorale sulla sicurezza, importa ben poco! Volete foto e video di tossici che si fanno sotto casa mia? Volete foto di siringhe senza tappo messe ad arte in modo che molto probabilmente qualcuno si buchi? Volete foto di vomitate o diarrea davanti al portone di casa mia? Volete la registrazione di una telefonata dove chiedo l’intervento di qualcuno per rimuovere siringhe a pochi metri dalle altalene dei bambini dove mi sento rispondere “signore inoltro la mail a Sei, ma gli uffici sono chiusi e fino a lunedì non verrà nessuno".  Alla fine ho tolto io la siringa” 

La denuncia di un padre: "Si bucano sotto agli occhi dei miei figli"

E' chiaro a tanti che il problema non riguarda solo il decoro della città. Che il dramma che si vive nelle strade, in realtà è lo stesso che si consuma nelle case aretine. E' una questione che riguarda l'intera società. Perché gli assuntori di sostanze sono trasversali: giovani, meno giovani, appartenenti a realtà sociali differenti. 

"Ai miei bambini - ha detto il padre che questa mattina ha denunciato l'episodio - ho raccontato che quei giovani non erano persone cattive. Ma solo persone più deboli. "

Un pensiero condiviso da molti: "Alla tragedia di questi ragazzi non ci pensa nessuno. La vera lotta è contro il ‘mercato’ delle droghe pesanti, non contro le vittime", sottolina una lettrice. 

E poi la testimonianza di una signora che ha vissuto per anni nel mondo del volontariato:

Venti anni fa c'era l'eroina vi ricordate? Io sì perché facevo volontariato in Misericordia, poi c'è stato l'avvento delle pasticche e della cocaina ora si sta tornando alla cocaina in vena insieme all'eroina ma ci sono ancora gli affezionati alle droghe sintetiche... E io sentivo gli stessi ragionamenti che leggo qui c'era chi diceva mio figlio è un bravo ragazzo l'ho educato bene e poi purtroppo... Fino a quando non si sono fatte campagne di sensibilizzazione nelle scuole non si è affrontato il problema in famiglia e assistito ai funerali degli amici..... Nessuna legge nessuno Stato di questi decenni è stato in grado di debellare il problema.... Ognuno di noi deve fare la sua parte

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Di fatto di fronte episodi simili, in cui si soprende qualcuno ad assumere sostanze, le forze dell'ordine possono fare poco. Gli assuntori vengono segnalati alla Prefettura, ma se non hanno con sé un quantitativo di stupefacenti tale che - suddiviso in dosi - faccia presumere lo spaccio, le forze dell'ordine non possono intervenire. Qualcosa però possono fare le istituzioni, con progetti e campagne di sensibilizzazione. Partendo dalle scuole. 

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