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Toscana e Arezzo in zona rossa: restano le restrizioni più severe. Ghinelli: "Nel comune 338 contagi ogni 100mila abitanti"

Per gli aretini - già in zona rossa - cambierà poco. Ecco in estrema sintesi a quali misure dovranno attenersi almeno fino a dopo Pasqua

Sette giorni di contagi quasi costanti: mai in seria discesa, spesso in lieve crescita. Ad Arezzo non si è mai scesi sotto i 100 casi positivi, in Toscana mai sotto ai mille. E così, con 251 contagi per 100mila abitanti a settimana, la regione piomba in zona rossa e per Arezzo (dove a livello provinciale il coefficiente era ancora più alto: 258) si spengono le speranze di tornare in "arancione". 

L'annuncio del Governatore Eugenio Giani è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri. Anche il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ha ribadito nella sua consueta diretta Facebook cosa accadrà nei prossimi giorni. Di fatto per gli aretini - già in zona rossa - cambierà poco. I dati dell'ultima settimana sono stati impressionanti: non sono mai scesi sotto ai 100 casi al giorno e nel comune di Arezzo il coefficiente è salito sopra i 330 casi ogni 100mila abitanti a settimana. 338 per la precisione. 

Le regole per la zona rossa ormai sono conosciute dagli aretini. Ecco in estrema sintesi a quali misure dovranno attenersi almeno fino a dopo Pasqua.

Spostamenti

In zona rossa sono consentiti spostamenti solo per motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un'altra Regione). Il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre consentito, così come quello in seconde case ubicate dentro o fuori il territorio regionale.

No alle visite ad amici e parenti

Non è consentito fare visita ad amici e parenti, a meno che non si tratti di persone non autosufficienti: in quel caso sarà necessario proteggersi il più possibile dai contatti, trattandosi di categorie più vulnerabili e a rischio (specie se persone anziane). È possibile recarsi anche fuori Regione nel caso si debba prestare assistenza ad una persona non autosufficiente, ma solo nel numero strettamente necessario (solitamente uno).

Bar e ristoranti

Dal 15 marzo resteranno chiuse al pubblico tutte le attività di ristorazione e bar (comprese pasticcerie e gelaterie). Sarà comunque possibile la vendita per asporto: dalle 5 alle 18 senza alcun tipo di restrizione e dalle 18 alle 22 solo per i ristoranti (non per i bar). La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.

Attività commerciali, chi apre e chi chiude

Solo alcune tipologie di  alcune attività comemrciali potranno restare aperte. Si tratta di quei servizi considerati essenziali: negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, edicole, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica, produzione agricola e allevamento, servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei bancomat e postamat, attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali. Restano chiusi tutti gli altri inclusi tutti i negozi all’interno dei centri commerciali, ad esclusione di quelli che rientrano in queste categorie.

Rispetto al precedente decreto, con il Dpcm in vigore dallo scorso 6 marzo è stata introdotta la chiusura in zona rossa anche di tutti i servizi alla persona, come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Sport e attività motoria

Lo svolgimento degli sport di contatto è sospeso; sono sospese anche l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se di carattere ludico-amatoriale. Restano chiuse palestre, piscine, centri natatori.

Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Sarà possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Scuola e riaperture

Fino a dopo Pasqua dunque le misure restrittive saranno ancora molto severe: la zona rossa locale andrà a sovrapporsi a quella decretata a livello nazionale nei giorni di festa. Novità invece arriveranno nella settimana successiva.  A partire dalla scuola: dal 7 aprile infatti, anche in zona rossa i bambini ( fino alla prima media) torneranno in classe. E questa è, per tante famiglie aretine - e non solo, una buona notizia. 

E' stato proprio il premier Draghi ieri a spiegare come ricerche scientifiche abbiano dimostrato "come la scuola primaria non sia di per sé una fonte di contagio. Lo sono invece - ha specificati -  tutte le attività para e peri-scolastiche". Resteranno in classe i ragazzi più grandi: quelli di seconda e terza media e quelli delle superiori. 

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