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Toscana arancione, domani la cabina di regia. Oggi il confronto Governo-Regioni sulle riaperture

Da attenzionare restano il tasso di occupazione dei posti letto delle aree di degenza Covid e delle terapie intensive negli ospedali e il dato dei decessi, anche ieri tremendamente alto

Dati da zona arancione e quindi un fine settimana che non dovrebbe portare a cambiamenti nelle restrizioni in Toscana. Lasciata alle spalle, almeno per il momento, la zona rossa, c'è semmai attesa di un miglioramento continuo e costante del dato dei contagi e dei ricoveri così da essere pronti quando il Governo sbloccherà il possibile rientro in zona gialla che adesso è impedito in tutta Italia per decreto.

Comunque domani la cabina di regia si riunirà per esaminare il report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità sull'andamento dell'epidemia di coronavirus nelle regioni italiane. A seguire il ministro della Salute Roberto Speranza annuncerà i colori delle zone e firmerà la relativa ordinanza. Pare che siano ben undici le regioni che avrebbero numeri da zona gialla, ma resteranno, come detto, in arancione. Dovrebbe migliorare la condizione della Campania, finora con le restrizioni della zona rossa, dovrebbe scendere al colore previsto quando i criteri di rischio diminuiscono. La regione guidata da Vincenzo De Luca avrebbe adesso un indice Rt inferiore a 1,25 e l'incidenza dei casi inferiore ai 250 settimanali ogni 100mila abitanti. Rischia la zona rossa invece la Sicilia proprio per i numeri del contagio dell'isola. Così dovrebbero rimanere anche Valle D'Aosta, Sardegna e Puglia.

Buone le condizioni nel Molise che con 64 nuovi casi ogni 100mila abitanti in una settimana potrebbe ambire anche alla zona bianca. Invece i numeri da zona gialla ce li hanno le province autonome di Trento e Bolzano, l'Abruzzo, la Calabria, l'Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia, il Lazio, la Lombardia, le Marche, l'Umbria e il Veneto. Ma in virtù del decreto del governo Draghi che ha sospeso la zona gialla tutte queste regioni dovranno in ogni caso attendere, e sperare che i loro numeri non peggiorino successivamente, per entrare nella zona gialla. 

Le possibili riaperture a maggio

Intanto è in corso il ragionamento sulle riaperture. Nel mese di maggio potrebbe terminare il divieto di spostamento tra le regioni e il ritorno in presenza di tutti gli studenti, compresi quelli degli istituti superiori che adesso frequentano con una percentuale tra il 50 e il 75%. Fondamentale il lavoro sulle linee guida dei settori che hanno subito maggiormente le chiusure come i luoghi della cultura, le palestre e la ristorazione. Lo stanno portando avanti le regioni. Infatti è fissata per questa mattina alle 11 la riunione dei governatori guidati dal nuovo presidente leghista Massimiliano Fedriga e alle 15 inizia il confronto con il governo. La prima istanza è consentire il ritorno alla libertà di movimento, almeno nelle aree che avranno meno contagi e saranno più avanti con la vaccinazione delle persone anziane e fragili. L'obiettivo complessivo, se la curva dei contagi migliorerà, è quello di permettere anche le aperture serali dei ristoranti e lo spostamento di un paio di ore avanti del coprifuoco. Da attenzionare però restano il tasso di occupazione dei posti letto Covid e delle terapie intensive negli ospedali e il dato dei decessi, anche ieri tremendamente alto.

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