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Giorgio Pietrostefani, foto tratta da Today (Ansa)

Giorgio Pietrostefani, foto tratta da Today (Ansa)

Terrorismo, Pietrostefani arrestato: il padre fu prefetto di Arezzo. Condannato per l'omicidio Calabresi

Aveva la residenza a Cortona, dove tornò dopo la prima scarcerazione. Condannato a 22 anni di carcere, era latitante dall'inizio degli anni Duemila

Fra gli ex terroristi arrestati in Francia c'è anche Giorgio Pietrostefani. La sua storia, e quella dell'Italia degli anni di piombo, si intreccia inesorabilmente con la storia di Arezzo. Condannato a 14 anni, 2 mesi e 11 giorni di reclusione per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi - avvenuto a Milano il 17 maggio del 1972 -  Pietrostefani ha vissuto anche nell'Aretino, con residenza a Cortona. Il padre, Stanislao, fu prefetto di Arezzo  tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta e proprio nel 1972 acquistò il casolare di Cortona, dove in seguito il figlio ha vissuto. 

L'arresto di questa mattina ha riportato alla memoria le dolorose vicende di quegli anni. Pietrostefani fondò insieme ad Adriano Sofri il gruppo extraparlamentare di estrema sinistra "Lotta Continua". In seguito divenne architetto e manager, rinnegando le idee politiche giovanili. Il primo arresto risale al 1988: era accusato di essere il mandante, insieme a Sofri, dell'omicidio Calabresi. Lui si è sempre dichiarato innocente.

Tra la fine degli anni Novanta e l'inizio del nuovo millennio tornò a Cortona, nella casa di famiglia in attesa della sentenza. Poi la fuga a Parigi. Dal 26 gennaio del 2000 Pietrostefani (condannato in via definitiva a 22 anni di carcere) risulta inserito in Sis II, il mandato di cattura europeo con scadenza il 9 settembre del 2023.

Questa mattina Pietrostefani, 78 anni, è stato arrestato a Parigi, insieme a 6 ex brigatisti. L'operazione è stata condotta dall'Antiterrorismo della polizia francese in collaborazione con l'Antiterrorismo della polizia italiana.

Negli ultimi anni Pietrostefani ha avuto seri problemi di salute. Il suo arresto ha destato la preoccupazione di Adriano Sofri, che sul Foglio ha scritto: "Da quando ho ricevuto la notizia del suo arresto sono combattuto fra due sentimenti opposti, quasi cinici: la paura che muoia nelle unghie distratte di questa fiera autorità bicipite transalpina e cisalpina, e un agitato desiderio che torni in Italia. Un desiderio da vecchio amico, e anche lui è vecchio, forse ce l'ha anche lui un desiderio simile. La sua condizione sanitaria è cronicamente arrischiata, e il suo avvocato provvederà, o avrà già provveduto, a documentarla al giudice. Pietro vive di lunghi ricoveri regolari e di improvvisi ricoveri d'urgenza, oltre che di quotidiani farmaci vitali. Ha in programma di qui a poco un ennesimo intervento di riparazione nel suo ospedale parigino".

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