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Litiga con la sorella e poi spara all'addome al cognato: paura in via Benvenuti

È quanto accaduto ieri sera, 25 gennaio, nella periferia nord di Arezzo. In stato di fermo F.C., 44enne guardia giurata. Ecco cosa è accaduto

Tentato omicidio. È questa l’accusa di cui dovrà rispondere F. C., 44enne guardia giurata, fermato ieri sera dalla polizia di Arezzo dopo aver esploso un colpo di pistola contro il cognato, L. V., 46 anni. La vicenda è quella che ha squarciato il silenzio di una serata di fine gennaio come tante altre. Un appartamento della periferia nord di Arezzo, una lite per futili motivi e poi quegli spari assordanti. Le sirene dell’ambulanza, i lampeggianti e infine il silenzio.

È in via Pietro Benvenuti che alle 18.36 i mezzi dell’emergenza urgenza di Arezzo sono accorsi per prestare aiuto a un uomo ferito all’addome da un proiettile. L’episodio si è consumato all’interno di un appartamento situato al quarto piano di una delle palazzine presenti nella zona. All’arrivo del personale sanitario all’interno dell’abitazione si trovavano un uomo riverso a terra in un lago di sangue, la moglie, il cognato e il figlio. Per il ferito è stato disposto il ricovero in codice rosso all’ospedale San Donato. Qui è arrivato in condizioni particolarmente critiche e è stato immediatamente sottoposto ad un delicato intervento per la rimozione del proiettile. La prognosi resta riservata e soltanto nelle prossime ore i medici potranno comprendere le reali conseguenze cliniche.

La lite e poi lo sparo

Le ragioni che hanno portato la situazione a degenerare sono ancora al vaglio degli inquirenti. La polizia di stato, squadra mobile e scientifica sono adesso al lavoro per comprendere nel dettaglio l’accaduto e ripercorrere ogni istante di quella manciata di minuti di concitazione. Dalle prime indiscrezioni trapelate sembrerebbe che alla base di tutto si celerebbe una lite in famiglia. F. C., dopo un'accesa discussione - sembra che la lite sia legata a problemi familiari - ha impugnato la pistola, forse l'arma che ha in dotazione per il suo lavoro, e ha esploso colpi all'indirizzo del cognato. Uno dei proiettili lo ha colpito all’addome. A restare ferito a una mano nel tentativo di fermare lo zio, anche il figlio della coppia, ma le sue condizioni non sarebbero gravi.

La guardia giurata, subito dopo essere stata fermata dalla polizia, è stata condotta in questura, a disposizione del pubblico ministero di turno, Julia Maggiore.

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