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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

Inchiesta Keu, il Tar sul ricorso di Chimet e Tca: "Non ci furono irregolarità"

Il pronunciamento arriva alla vigilia dell'udienza preliminare. I due colossi aretini non dovranno pagare 10 milioni di euro per la bonifica del sito

Nessuna irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di lavorazione che Tca e Chimet hanno inviato all'impianto Lerose di Bucine, quello al centro dell'inchiesta Keu. A stabilirlo è stato il Tar che si è espresso sul ricorso avanzato dai due colossi aretini contro un provvedimento che le indicava tra i responsabili della contaminazione derivante dall’ impianto valdarnese Lerose e le obbligava alla bonifica del sito. La sentenza stabilisce inoltre che le due aziende non dovranno pagare quanto previsto per la bonifica del sito: ovvero 10 milioni di euro. 

Il pronunciamento del Tar (una sentenza lunga 61 pagine e articolata) è arrivato alla vigilia dell'udienza preliminare ( la procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 persone e 6 società) e per le aziende aretine, difese dai legali Roberto Alboni (Chimet) e Andrea Farì (Tca), potrebbe avere un peso importante: l'ipotesi di reato infatti potrebbe essere rivista.

Alle due aziende aretine gli inquirenti avevano contestato la classificazione - da pericoloso a non pericoloso assoluto - di un particolare tipo di rifiuto conferito nell'impianto bucinese Lerose, ovvero la scoria vetrosa (sottoprodotto della fusione di metalli). Secondo il Tar invece la comunicazione sarebbe stata corretta, indicando il codice previsto e compilando regolarmente la documentazione.  

L'inchiesta Keu

L'inchiesta deflagrò nell'aprile 2021 con i primi arresti che gettarono luce su un possibile traffico illecito di rifiuti e l'ombra della 'Ndrangheta. Al centro dell'indagine le ceneri inquinanti prodotte dalla combustione dei fanghi delle concerie del distretto di Santa Croce sull’Arno: lo smaltimento non corretto di queste scorie (il Keu) avrebbe determinato risparmi considerevoli in termini economici. La Dda contesta agli indagati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere (che non riguarda le aziende aretine), gestione abusiva di rifiuti, abuso d’ufficio, corruzione elettorale, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falso.

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