Cronaca

Suore del Sant'Elisabetta indagate per truffa alla Comunità Europea. Cibo dei poveri usato per fini di lucro

Cibo destinato dalla Comunità Europea ai poveri, usato ai fini di lucro, servendolo agli ospiti della Rsa. Questo il quadro delineato dalla Guardia di Finanza e dal pm Julia Maggiore della Procura di Arezzo in merito all'indagine svolta sulle...

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Cibo destinato dalla Comunità Europea ai poveri, usato ai fini di lucro, servendolo agli ospiti della Rsa. Questo il quadro delineato dalla Guardia di Finanza e dal pm Julia Maggiore della Procura di Arezzo in merito all'indagine svolta sulle suore terziarie francescane figlie di Sant'Elisabetta. Quattro di loro, operanti ad Arezzo e a Firenze, sono indagate per truffa e truffa aggravata. E la procura chiede adesso il rinvio a giudizio.

Le suore gestiscono strutture private, accreditate con il servizio sanitario nazionale, che forniscono servizi di tipo sanitario e socio-assistenziale ad anziani non più completamente autosufficienti, la sede aretina si trova in via XX Settembre. La notizia si è diffusa ad Arezzo dopo il servizio del telegiornale regionale Rai della Toscana.

L'indagine sarebbe scaturita da un controllo fiscale sul lavoro in nero portato avanti dal nucleo mobile della compagnia della Guardia di Finanza di Arezzo che all'interno della struttura hanno trovato il cibo in questione, ottenuto dai fondi europei per gli aiuti agli indigenti, stoccato nei locali e anche confezioni aperte, come se fossero appena state usate. Al microfono di Costanza Mangini una suora aretina ha negato ogni addebito "E' una menzogna" ha detto.

Secondo l'inchiesta invece secondo artifici e raggiri avrebbero ottenuto questi cibi, non destinati ad essere commercializzati perché per i poveri, utilizzandoli per gli ospiti della Rsa e quindi ottenendone un lucro.

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