Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Stupro nella zona dei Cappuccini, resta in carcere il 56enne: è accusato di violenza sessuale aggravata

L'arresto è stato convalidato nella tarda mattinata di ieri, dal gip Fabio Lombardo che ha disposto la custodia cautelare in carcere. Ma gli inquirenti sulla vicenda della trentenne violentata la notte tra giovedì e venerdì nella zona dei...

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L'arresto è stato convalidato nella tarda mattinata di ieri, dal gip Fabio Lombardo che ha disposto la custodia cautelare in carcere. Ma gli inquirenti sulla vicenda della trentenne violentata la notte tra giovedì e venerdì nella zona dei Cappuccini stanno operando nel più stretto riserbo. La vicenda è tanto dolorosa quanto delicata: i militari dell'Arma hanno lavorato alacremente per ricostruire i fatti, hanno accompagnato la donna all'Ospedale San Donato dove dei medici l'hanno potuta visitare e curare e naturalmente hanno segnalato l'intera vicenda alla Procura. La pm Julia Maggiore ha aperto un fascicolo: l'uomo che ha prima rubato la bicicletta e poi minacciato con un coltello la giovane affinché lo seguisse in un anfratto dove si sarebbe consumata la violenza, è un 56enne marocchino, clandestino, senza fissa dimora e con precedenti per spaccio. Lui, arrestato nella notte tra venerdì e sabato, ha raccontato agli inquirenti un'altra versione. Ha parlato di rapporti consensuali e ha fatto riferimento al consumo di alcol. Nei suoi confronti pende al momento l'accusa di violenza sessuale aggravata.

Stando al racconto della ragazza - una 30enne aretina - era la sera di giovedì quando stava percorrendo in bicicletta una strada della zona, via dei Campacci. L'uomo si sarebbe avvicinato, le avrebbe prima sottratto la bicicletta, poi le avrebbe detto che se la voleva indietro doveva andarsela a riprendere. Lei l'ha seguito, convinta di poter riprendere il mezzo. Invece non è stato così. Appena si è avvicinata il 56enne l'avrebbe minacciata con un coltello, portata in un luogo appartato e costretta a subire violenza sessuale. Una notte da incubo, solo al mattino la donna è riuscita ad allontanarsi.

Dopo alcune ore si è recata dai carabinieri. Al momento della denuncia sarebbe stata ancora sotto forte choc: i militari l'hanno accompagnata al Pronto soccorso dell'ospedale di Arezzo. Qui è scattato il Codice rosa: quello dedicato alle vittime di violenze e abusi. I medici si sono presi cura di lei: è stata visitata, ascoltata e curata. Sono state riscontrate e documentate le tracce della violenza.

Nel frattempo i militari dell'Arma hanno dato il via a serrate indagini: la giovane era riuscita a descrivere bene il 56enne, ha dato indicazioni preziose. Tanto che nella notte tra venerdì e sabato l'uomo è stato arrestato. Si trovava sempre nella stessa zona, dove trascorre le sue giornate e dove dorme in rifugi di fortuna. Le manette sono scattate in via Curina.

La versione dell'uomo sarebbe opposta: il 56enne avrebbe parlato di un rapporto consenziente e di una notte in preda ai fumi dell'alcol.

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