Stroncato maxi giro di spaccio: 9 arresti e decine di consumatori identificati. L'operazione della polizia di Arezzo

Sono in tutto 17 le persone identificate e sulle quali pesano altrettanti provvedimenti cautelari emessi in seguito alla conclusione dell'attività di indagine della polizia di Arezzo nell’ambito dell’operazione Buratto. Il resoconto è quello...

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Sono in tutto 17 le persone identificate e sulle quali pesano altrettanti provvedimenti cautelari emessi in seguito alla conclusione dell'attività di indagine della polizia di Arezzo nell’ambito dell’operazione Buratto.

Il resoconto è quello presentato dal questore Enrico Moja e il dirigente della Mobile Giovanni Schettino.

L’indagine ha preso avvio nell’ottobre del 2013. Durante alcune operazioni di controllo del territorio indirizzate proprio al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, gli agenti aretini hanno notato un uomo, nella zona di San Donato, cedere una dose di sostanza stupefacente ad un acquirente. Quell’uomo si chiama Ammar Chihi è di nazionalità tunisina e, i suoi clienti abituali lo hanno soprannominato “Il Buratto” (da qui il nome dell’operazione).

“I primi accertamenti - ha sottolineato il dirigente della squadra mobile di Arezzo, Giovanni Schettino - si sono concentrati subito sull’identificazione del pusher. Abbiamo scoperto che l’uomo abitava in una zona limitrofa all’ospedale cittadino e la sua attività principale era quella di spaccio di droga”. arrestati_spaccio_polizia

Così gli agenti aretini si sono messi al lavoro per riuscire a ricostruire nel dettaglio l’intricato giro di spaccio e di vendita al dettaglio.

Secondo quanto appurato, Ammar Chihi era dedito allo smercio sia di cocaina che di eroina. Un'attività particolarmente redditizia che, secondo le stime effettuate dalla Mobile, fruttava circa 300 euro al giorno per un totale mensile di circa 9000.

Ma Chihi non è l'unico spacciatore identificato dai poliziotti. Nello stesso contesto sono stati identificati anche altri pusher: E. G. A., S. M., Hamdi Mourad, Khaled Marouan, H. B., M. L., S. F., Fathi Bilam, T. S., B. C.

"L’indagine ha inoltre permesso di dimostrare quali fossero, per gli spacciatori della piazza aretina, i canali di approvvigionamento dello stupefacente - prosegue il dirigente della Mobile - In particolare è emerso che alcuni degli indagati avevano acquistato cocaina da un sodalizio di albanesi composto da: Vocaj Edmond, Zefi Klaudio e Dushkaj Shpetim. Questi ultimi, sono risultati essere i "grossisti" dell'intera rete di spacciatori visto che hanno fornito costantemente tutti i vari pusher".

Lo spaccio al dettaglio di eroina aveva un canale differente visto che gli indagati l'acquistavano tramite Z.X. cittadino di origini tunisine. L'uomo è risultato essere anche il coordinatore di un intenso traffico di stupefacenti tra la Campania e la Toscana, per il quale si serviva di corrieri ovulatori che trasportavano le droghe occultate nel retto o ingoiati. Tra questi gli agenti hanno identificato Arfaoui Kamel.

L’attività tecnica ed i servizi posti in essere hanno permesso di comprendere poi che il tramite e il corriere facevano parte di un sodalizio criminale ben più ampio, costituito principalmente da cittadini tunisini tutti dediti all'attività di spaccio. Il gruppo era composto da: Tra questi ci sono: Z.X., Arfaoui Kamel, Abidi Habib, Hamdi Mourad, Fathi Bilam, Chihi Ammar, T. S., S. F. e H. B.

"Ciascuno dei richiamati tunisini ha collaborato con gli altri sodali favorendo l’uno l’attività di spaccio dell’altro; fornendo assistenza a quelli che si venivano a trovare in difficoltà; adoperandosi con mezzi propri, nell’interesse del sodalizio con il quale concorrevano, con la consapevolezza che gli altri concorrenti fornivano o avrebbero fornito, in caso di bisogno, la medesima attività - spiegano ancora dalla questura di Arezzo Le risultanze d’indagine hanno anche permesso di accertare che l’intero fenomeno dello spaccio aretino al dettaglio fosse posto in essere con una tecnica di spaccio che potrebbe definirsi “a macchia di leopardo”. Gli spacciatori non avevano un luogo fisso dove effettuavano le cessioni, ma avevano individuato diverse zone della città come base per lo spaccio e che spaziavano dalle centralissime piazza Guido Monaco e porta San Lorentino, alla periferia della zona Pescaiola o dalle zone commerciali della Stazione e di via Vittorio Veneto, ai giardini pubblici del “Porcinai” e quelli del parco “Giotto”. Nelle differenti ore della giornata, queste zone erano utilizzate alternativamente e per brevi periodi dagli spacciatori come luoghi per le cessioni". Giovanni Schettino Giovanni Schettino Con questa tecnica, gli spacciatori, spostandosi da una zona all’altra, riuscivano ad eludere la maggior parte dei servizi delle pattuglie delle forze dell’ordine. Lo scorso 30 aprile, l'autorità giudiziaria, condividendo la tesi investigativa della squadra Mobile della questura di Arezzo, ha disposto l’applicazione delle seguenti misure cautelari nei confronti degli indagati: 9 misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di:

  1. VOCAJ Edmond nato in Albania il 4 aprile 1990;
  2. ZEFI Klaudio nato in Albania il 7 dicembre 1991;
  3. DUSHKAJ Shpetim nato in Albania il 20 ottobre 1989;
  4. ARFAOUI Kamel nato in Tunisia il 26 maggio 1965;
  5. HAMDI Mourad nato in Tunisia il 13 settembre 1980;
  6. KHALED Marouan nato in Palestina il 19 febbraio 1977;
  7. ABIDI Habib nato in Tunisia il 12 luglio 1969;
  8. FATHI Bilam nato in Marocco il 25 marzo 1976
  9. Z.X.;

3 misure di obbligo di dimora nel comune di Arezzo a carico di:

  1. S. M. nata ad Arezzo nel 1973;
  2. C A. nato in Tunisia nel 1980;
  3. T. S. nato in Marocco nel 1990;

3 misure dell’obbligo quotidiano di presentazione presso la Questura di Arezzo a carico di:

  1. M. L. nato in Tunisia nel 1970;
  2. B. C. nato in Romani nel 1981;
  3. E. G. A. nato in Tunisia nel 1981;

2 misure del divieto di dimora nel comune di Arezzo a carico di:

  1. H. B. nato in Tunisia nel 1986;
  2. S. F. nato in Tunisia nel 1981.

L’avvio della fase conclusiva dell’operazione Buratto ha preso le mosse alle prime ore di questa mattina con l’esecuzione dell’ordinanza resa dal gip del tribunale ordinario di Arezzo con il concorso delle squadre mobili di Caserta, Pistoia e Varese ed il commissariato di polizia di Busto Arsizio, permettendo di trarre in arresto:

  1. Vocaj Edmond nato in Albania il 4 aprile 1990;
  2. Zefi Klaudio nato in Albania il 7 dicembre 1991;
  3. Dushkaj Shpetim nato in Albania il 20 ottobre 1989;
  4. Arafaoui Kamel nato in Tunisia il 26 maggio 1965;
  5. Hamdi Mourad nato in Tunisia il 13 settembre 1980;
  6. Khaled Marouan nato in Palestina il 19 febbraio 1977;
  7. Abidi Habib nato in Tunisia il 12 luglio 1969;
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  9. Fathi Bilam nato in Marocco il 25 marzo 1976

e mentre Z.X. rimane attivamente ricercato, sono in corso le esecuzioni per la sottoposizione agli obblighi imposti a tutti gli altri indagati.

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