Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Sgominata banda che colpiva negli appartamenti: ladri traditi da uno scontrino e da una bottiglia di prosecco

Erano accorti e preparati. Ma durante le loro scorribande hanno sottovalutato un elemento di fondamentale importanza: l'acume della polizia scientifica e degli agenti del commissariato di Montevarchi. Un sodalizio dedito a furti in appartamento...

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Erano accorti e preparati. Ma durante le loro scorribande hanno sottovalutato un elemento di fondamentale importanza: l'acume della polizia scientifica e degli agenti del commissariato di Montevarchi. Un sodalizio dedito a furti in appartamento, che ha messo a segno colpi e seminato paura nel Valdarno aretino, nel senese e in altre cittadine toscane e forse liguri, è stato sgominato grazie ad uno scontrino abbandonato e ad alcuni impronte lasciate su una bottiglia in casa di una vittima: due indizi dai quali gli agenti della scientifica sono riusciti a risalire all'identità dei componenti della banda. A finire nei guai sono quattro georgiani, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, accusati di furto aggravato. Due di loro sono in carcere a Pisa, gli altri denunciati. Ma le indagini vanno avanti, e non è escluso che possano esserci nuove custodie cautelari.

IL FURTO A MONTEVARCHI E LE INDAGINI

Le indagini sono partite in seguito ad un furto avvenuto lo scorso 23 agosto in un appartamento di Montevarchi. I ladri hanno colpito alle 14,30: hanno messo l'abitazione a soqquadro, con una smerigliatrice hanno distrutto la cassaforte e fatto man bassa di contanti e preziosi. Un bottino dal valore approssimativo di 5mila euro. Un colpo andato bene al termine del quale, prima di allontanarsi, i malviventi hanno pensato di brindare stappando un prosecco trovato all'interno dell'abitazione.

In realtà però hanno commesso due gravi leggerezze. Lo scontrino della smerigliatrice (comprata appositamente per il colpo e poi abbandonata nella casa) è stato trovato tra i cuscini di un divano. E sulla bottiglia, scovata dagli investigatori in un'altra stanza rispetto a quella della cassaforte, sono state trovate delle impronte digitali.

Dallo scontrino i poliziotti sono risaliti al luogo dove l'arnese era stato comprato: un punto vendita Obi di Empoli. Hanno quindi visionato tutti i filmati delle telecamere di sorveglianza del negozio e del parcheggio. Hanno visto in volto chi ha acquistato la smerigliatrice e con quale auto sono partiti. Sono riusciti anche a vedere la targa del mezzo. Il gioco sembrava fatto. Ma dietro a quei numeri di targa gli inquirenti hanno scoperto un "mosaico" composto da nomi, volti e targhe, da ricomporre.

Le indagini sono durate nove mesi e hanno coinvolto - oltre al commissariato di Montevarchi, guidato da Mauro Mancini Proietti - anche la Squadra Mobile di Arezo, e forze dell'ordine di altre province (Siena e Pisa). La base del sodalizio criminale era a Santacroce Sull'Arno. Qui vivevano i due arrestati e nella cantina della loro abitazione è stato anche trovato una sorta di laboratorio dove costruivano artigianalmente le chiavi per aprire gli appartamenti.

Sono poi stati scoperti due prestanome ai quali erano state intestate in totale oltre 360 auto. Alcune di queste erano state usate dai membri del gruppo che, proprio grazie a controlli su strada, sono stati collegati tra loro e scavando sulle loro identità gli inquirenti hanno ricostruito movimenti e anche legami. Due infatti sono cognati, uno era stato espulso dal territorio italiano e grazie al congiunto è riuscito a rientrare nel Paese utilizzando un documento falso.

L'ARRESTO

Venti giorni fa si sono concluse le indagini e due dei malviventi sono stati arrestati e si trovano adesso nel carcere di Pisa. Della vicenda si sta occupando la procura di Arezzo, la pm Julia Maggiore è la titolare dell'inchiesta.

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