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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Striscione della vergogna e rissa in tribuna a Capolona: in sei verso il Daspo

Dopo l'indagine dei carabinieri sono state individuate come responsabili tre persone per l'esposizione dello striscione e altre tre per un acceso confronto in campo al termine del match

Sono tre le persone identificate per lo striscione vergognoso esposto domenica scorsa a Capolona dai carabinieri della compagnia di Arezzo, dopo un'indagine avviata domenica - giorno del derby tra Capolona Quarata e Marino Mercato Subbiano - che ieri ha trovato la sua conclusione. Dopo la convocazione in caserma di sospetti e persone informate sui fatti, sono emersi elementi che hanno permesso ai militari di individuare in tre trentenni del luogo i responsabili della realizzazione e dell'esposizione dello striscione "Abbiamo un sogno, Subbiano come Codogno", prima della partita. Non solo, al termine del match ci sono state intemperanze tra tifosi, con una rissa scoppiata al campo sportivo capolonese: altre tre le persone - due giovani e un 70enne - che sono state identificate dai carabinieri. Tutti e sei sono stati proposti per il Daspo, il divieto di accedere alle manifestazioni sportive.

La ricostruzione delle indagini sullo striscione

Sono stati i carabinieri della sezione operativa di Arezzo e della stazione di Subbiano, dopo tre giorni di accertamenti e approfondimenti, ad individuare gli autori dello striscione offensivo - che ha avuto grande eco mediatica dopo la pubblicazione su ArezzoNotizie e la ferma condanna del vertice Lnd Abete - apposto sulla recinzione dello stadio di Capolona prima della partita di domenica scorsa, tra le squadre del Capolona Quarata e quella di Marino fa Mercato Subbiano. Lo striscione riportava la scritta vergata con vernice spray su un telo bianco. E' stata la visione delle immagini di videosorveglianza della zona, oltre all'ascolto dei testimoni, a permettere di individuare gli autori.

"Il gesto - spiegano i militari - è avvenuto prima dell’afflusso del pubblico, verso le ore 12,30, quando due dei tre autori della scritta sono entrati nell’impianto sportivo e hanno fissato il lenzuolo alla rete di recinzione del campo di calcio, scappando repentinamente sicuri di non essere stati scoperti". I militari che erano in zona per ordine pubblico, hanno provveduto a recuperare il telo e a rimuoverlo.

Ieri sera i tre sospettati, sentitisi ormai scoperti, si sono presentati alla caserma di Arezzo che ospita il comando provinciale del 112 e hanno ammesso pienamente le loro responsabilità, "scusandosi per quanto fatto e giustificandolo il tutto con un frainteso senso goliardico", aggiungono i carabinieri. Tuttavia sono stati segnalati all’autorità amministrativa competente per l’applicazione del Daspo, e alla procura della eepubblica per le eventuali valutazioni di carattere penale.

La rissa finale

Per quanto riguarda l'accesa lite tra più persone esagitate, è stata sedata grazie all’intervento dei carabinieri, che hanno impedito in tal modo che la situazione degenerasse. Sono state identificate tre delle persone coinvolte nella zuffa e che erano venute alle mani, un settantenne e due ragazzi: tutti sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di rissa. Gli stessi, come gli autori dello striscione, sono stati segnalati per l’applicazione del Daspo. Le indagini proseguiranno per verificare se nei due episodi sono coinvolte altre persone e le loro eventuali responsabilità.

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