Cronaca

Spari sul manichino nell'officina di Fredy, così la perizia per capire se fu legittima difesa

L'obiettivo della perizia, condotta dall'esperto di balistica Paride Minervini, era quello di capire dinamica degli spari e traiettorie dei proiettili

La perizia più attesa è stata portata a termine ieri sera, dopo il calare del sole. Un manichino, vestito con gli indumenti del giovane ladro macedone che lo scorso 28 novembre si introdusse nell'officina di Fredy Pacini e fu ucciso dal proprietario che esplose 5 colpi di pistola, è stato posizionalto all'interno del locale, proprio dove avvenne la tragedia. L'obiettivo della perizia, condotta dall'esperto di balistica Paride Minervini, era quello di capire se fu legittima difesa (anche se oggi la nuova normativa ha allargato le maglie). E stando alle prime indiscrezioni ci sarebbe la conferma che il gommista avrebbe sparato per difendersi. 

Sul manichino, non appena è stato buio e quindi si sono ricreate le condizioni di quella drammatica notte, sono stati sparati dei colpi per verficare quale sia stata la traiettoria che ha potuto causare la ferita mortale: la lesione dell'arteria femorale e la conseguente emorragina interna. 

Adesso i periti dovranno consegnare al pm Andrea Claudiani, titolare dell'inchiesta, una relazione attesa prima di Pasqua. Dagli elementi raccolti si parlerebbe già di non punibilità di Pacini. 

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