Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Spara al cognato dopo una lite, guardia giurata accusata di tentato omicidio. Vittima in prognosi riservata

Restano molto delicate le condizioni di L.V. 45enne raggiunto nella serata di ieri da un colpo di pistola all'addome

Un confronto tra fratelli, per questioni familiari, si è trasformato in un dramma: quello che si è consumato nella serata di ieri via Pietro Benvenuti, nella periferia a nord di Arezzo. Un uomo, L.V. aretino di 45 anni si trova adesso all'ospedale San Donato in prognosi riservata dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco all'addome. Le sue condizioni sono delicatissime: operato nella notte, non è escluso che per stabilizzarlo potrebbe essere disposto un secondo intervento. 

Intanto gli inquirenti stanno indagando per fare chiarezza in questa vicenda che affonda le sue radici su questioni familiari. 

Erano le 18,36 circa quando il 118 è intervenuto nell'appartamento che si trova al quarto piano di via Benvenuti. All'interno c'erano il 45enne ferito, riverso a terra, la moglie, il figlio (ferito ad una mano) e il cognato. Una scena tremenda quella che si sono trovati di fronte agli occhi i soccorritori che hanno subito portato il 45enne all'ospedale San Donato con codice rosso.

Momenti di paura in via Benvenuti: spara al cognato al culmine della lite

Ma cosa era accaduto? Tutto avrebbe avuto inizio con un diverbio tra la moglie dell'uomo e il fratello di lei, L.C. un 40enne di professione guardia giurata. "Andavano d'accordo - ha raccontato la donna nei concitati minuti successivi alla vicenda - poi però la situazione è precipitata". La donna durante il confronto col fratello ha chiamato il marito che è accorso in via Benvenuti. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, che sta indagando, non ci sarebbero state minacce precedenti o gesti che avrebbero intimorito la donna al punto di chiedere aiuto, ma solo la necessità di un chiarimento in merito a questioni legate ad un complesso menage familiare. 

Poi è accaduto il dramma: il 40enne avrebbe estratto la pistola, utilizzata per lavoro, e avrebbe esploso un unico colpo che ha raggiunto il congnato all'addome. 

La guardia giurata è stata arrestata nella serata di ieri dagli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Sergio Leo. Prima di raggiungere il carcere San Benedetto ha parlato con la pm, Julia Maggiore, giunta sul posto poco dopo l'accaduto. Per l'uomo l'accusa è quella di tentato omicidio. Nelle prossime ore (entro sabato prossimo) sarà fissato l'interrogatorio di garanzia. 

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