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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Spaccio nella sede di un'associazione sportiva: giro di cocaina per 300mila euro

Due persone arrestate e tre denunciate. Secondo gli inquirenti, nei mesi in cui si sono svolte le indagini, la banda avrebbe venduto circa tre chili di cocaina e centinaia e centinaia di grammi tra hashish e marijuana

Sulla carta, in quel capannone della zona industriale di San Zeno, c'era la sede di una società sportiva dilettantistica. Il fulcro dell'attività doveva essere rappresentato da giochi da tavolo e partite a freccette. In realtà però era solo una copertura: la struttura era infatti diventata una centrale dello spaccio. Era lì che i trafficanti smerciavano le dosi ai consumatori aretini. Cocaina, marijuana e hashish, si presume alcuni chilogrammi all'anno. 

Sono finiti in manette questa mattina i componenti di un gruppo dedito allo spaccio da tempo nel mirino delle forze dell'ordine. I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri, guidati dal maggiore Valerio Gentili, con la collaborazione nella fase esecutiva dei colleghi del Nucleo Carabinieri Cinofili di Firenze e della Compagnia di Arezzo, hanno tratto in arresto due trentenni accusati di "concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti". I due uomini, entrambi originari dell’est Europa, ma stabilmente residenti nel comune di Arezzo, con l’aiuto di altri tre complici - due uomini ed una donna tutti denunciati- avrebbero messo in piedi un mercato di stupefacenti definito "florido" dagli inquirenti. Il gruppo riforniva i consumatori di Arezzo e provincia, con un giro d'affari divenuto imponente: non le dosi singole vendute per strada, ma uno smercio organizzato e con quantità sempre più ingenti. 

Le indagini dei militari dell'Arma erano iniziate alla fine dell'estate del 2020. Pedinamenti, ore di appostamenti per documentare il via vai da quel capannone che prendeva il via nel pomeriggio e andava avanti fino a tarda notte. Poi nell'aprile 2021 l'arresto in flagrante di membro del gruppo: un 30enne che è stato nuovamente denunciato ieri. Quell'operazione, svolta a Ruscello, permise ai carabinieri di dare conferma a quanto ipotizzato durante le indagini. 

Con il passare dei mesi, infatti, il luogo dello spaccio che iniziamente si svolgeva nella zona industriale cittadina, si era spostato presso l'abitazione dell'uomo. Una casa defilata nella frazione di Ruscello. I clienti, dopo aver contattato la banda telefonicamente, raggiungevano l'edificio. I carabinieri per documentare il via vai hanno impiegato molte ore: anche in questo caso sono stati necessari appostamenti e macchine fotografiche con potenti obiettivi che, pure se da lontano, riuscissero a catturare le immagini delle cessioni. 

Secondo gli inquirenti, nei mesi in cui si sono svolte le indagini, la banda avrebbe venduto circa tre chili di cocaina e centinaia e centinaia di grammi tra hashish e marijuana. "Ma la disponibilità - sostengono i militari dell'Arma - era sicuramente più elevata, tutto stupefacente proveniente da fuori città, per un controvalore al dettaglio di circa 300mila euro".

Questa mattina i carabinieri hanno individuato e arrestato uno dei due in un appartamento di Arezzo, mentre l’altro uomo è stato raggiunto dal provvedimento presso il carcere di Arezzo dove si trovava già per altri reati. 
Entrambi i soggetti, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Arezzo, su richiesta della Procura, "sono gravemente indiziati di una serie di reati in materia di stupefacenti", nei prossimi giorni daranno la loro versione sui fatti ai magistrati, così come le altre 3 persone coinvolte.

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