Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Operazione della Direzione Antimafia nel centro di Arezzo: sequestrati appartamento e locale da 800mila euro

Applicata una misura di prevenzione prevista dal Codice Antimafia: il proprietario, residente in città, era stato condannato nel 2005 per associazione di stampo mafioso, a seguito di fatti consumatisi alla fine degli anni '90. Secondo la giustizia aveva avuto legami col clan Bove-De Paola

Un duro colpo ai beni di un uomo residente ad Arezzo (e condannato, ormai 16 anni fa, per associazione di stampo mafioso) è stato inferto questa mattina con un sequestro del valore di circa 800mila euro. L'imponente misura è stata eseguita dal personale della Polizia di Stato e del comando provinciale della Guardia di Finanza, a seguito di un decreto emesso dall'ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze presieduto dal giudice Raffaele D'Isa.

Una misura di prevenzione patrimoniale prevista dal Codice Antimafia alla quale gli inquirenti sono arrivati grazie ad una complessa attività di indagine diretta dal procuratore aggiunto della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Firenze Luca Tescaroli, condotta dal personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Arezzo, e per gli aspetti economico-patrimoniali, dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Arezzo che ha operato in stretta sinergia con gli specialisti del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) di Firenze.

"La misura riguarda F.M.A. - spiega una nota della questura -, persona che ha subito una condanna, con sentenza definitiva per associazione di stampo mafioso, per fatti commessi alla fine degli anni '90, in relazione al suo coinvolgimento in attività di un clan camorristico ed è legata anche agli esiti degli accertamenti economico-finanziari svolti, che hanno permesso di analizzare l'intero patrimonio acquisito nel tempo. Con l'esecuzione del sequestro, sono stati 'vincolati' il capitale sociale e l'intero patrimonio di una società di Arezzo (tra cui 2 immobili ubicati in città) per un valore complessivo stimato di oltre 800mila euro, riconducibile al proposto".

In sostanza, grazie al Codice Antimafia, chi è ritenuto parte di un'associazione di stampo mafioso (art. 416 bis del codice penale) - nel caso specifico di un clan camorristico, quello Bove-De Paola, per cui era arrivata una condanna nel 2005 - può essere colpito nei propri averi anche anni dopo la condanna, se i beni in possesso risultano avere un valore sproporzionato rispetto ai redditi o lasciti avuti nel tempo. E così gli inquirenti hanno agito, reputando eccessive le proprietà per le potenzialità economiche del soggetto. In questo caso sono stati sequestrati, per un valore di 800mila euro, un esercizio e un appartamento che si trovano nel centro storico di Arezzo.

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