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Ville e terreni: sequestri milionari a 16 ex amministratori di Banca Etruria. Sono la garanzia sui risarcimenti

La decisione del Tribunale di Arezzo: beni "congelati" nell'eventualità di una condanna

Sequestri milionari a carico di sedici persone (sulle 25 imputate) nell'ambito del processo per il crac di Banca Etruria. Il Tribunale di Arezzo, due giorni fa, ha infatti accolto la richiesta di sequestro conservativo, che è stata presentata dall'avvocato Giacomo Satta, che è il legale di Giuseppe Santoni, il liquidatore di Banca Etruria, costituitosi parte civile nel processo. La decisione è del collegio dei giudici presieduto da Gianni Fruganti.

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Nell'elenco dei beni posti sotto sequestro figurano ville, terreni e uffici.

I sequestri disposti dal tribunale aretino riguardano tutti ex amministratori dell'istituto di credito aretino dichiarato fallito: Giorgio Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami, Lorenzo Rosi, Giovanbattista Cirianni, Federico Baiocchi Di Silvestri, Alberto Bonaiti, Franco Arrigucci, Mario Badiali, Piero Burzi, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Alberto Rigotti, Carlo Polci, Carlo Platania, Paolo Cerini, Giampaolo Crenca.

Per tutti si tratta di un "congelamento" dei beni: gli imputati potranno ancora disporne ma non potranno venderli, in attesa della conclusione del processo. In caso di condanna, infatti, i beni sequestrati fungeranno da garanzia per gli eventuali risarcimenti.

Il 2 aprile inizia il processo: i nomi dei 25 imputati, tra cui big dell'economia 

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