Tanti: “Dormitorio aperto da dicembre ad aprile". La Caritas chiede tavolo permanente sulle povertà

Con la morte del clochard che da tempo passava giornate e nottate a Campo di Marte si è riaperto in città il dibattito sulle politiche di sostegno agli indigenti, sulle nuove povertà e sul dormitorio comunale a San Domenico, gestito dalla Caritas...

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Con la morte del clochard che da tempo passava giornate e nottate a Campo di Marte si è riaperto in città il dibattito sulle politiche di sostegno agli indigenti, sulle nuove povertà e sul dormitorio comunale a San Domenico, gestito dalla Caritas con i volontari.

Tanti i commenti che si sono avuti sulla notizia. Sui social sono partite alcune polemiche che hanno posto al centro l'apertura del dormitorio, ma il sindaco Ghinelli e l'assessore Tanti, esprimendo dolore per la morte del senzatetto, hanno comunque affermato di nuovo che non è quella la risposta che vogliono dare con l'amministrazione.

"Il dormitorio, come anno scorso aprirà tra dicembre e aprile, nei mesi più freddi, non sono previste modifiche" ha confermato l'assessore Tanti raggiunta telefonicamente.

L'arrivo improvviso del primo freddo potrebbe essere stata una delle concause che ha portato alla morte dell'uomo, ritrovato senza documenti, con uno zainetto appoggiato, che usava anche come cuscino, con un abbigliamento non adatto alle temperature pungenti che sono arrivate in città dal tardo pomeriggio di domenica.

Dormitorio sì o dormitorio no? Il dibattito continua tra prese di posizione diverse anche all'interno della stessa maggioranza. Leggasi le dichiarazioni di Angelo Rossi e Cornacchini che raccontano di aver partecipato nel 2017 ad una riunione con l'ex consigliere di sinistra Cristiano Rossi, ma che i loro appelli per l'apertura più lunga del dormitorio comunale siano poi caduti nel vuoto.

Ma quella del dormitorio appare una semplificazione del dibattito e di un fenomeno complesso e sempre in mutamento. Questo almeno leggendo e rileggendo il rapporto povertà, l’ultimo pubblicato dalla Caritas diocesana. Come da tempo chiedono, gli addetti ai lavori ogni giorno sul fronte, serve qualcosa di più incisivo, profondo e programmato. “Serve un tavolo permanente sulle povertà”. Questo è l’obbiettivo, perché considerato lo strumento per progettare e mettere in piedi servizi mirati, come le case di accoglienza con personale qualificato che possano permettere a molti di uscire dalla povertà estrema. La morte di un povero uomo possa almeno servire a far cambiare qualcosa.

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