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Claudio Palazzi, sindacalista Cobas, con la vecchia divisa da autista Atam

Claudio Palazzi, sindacalista Cobas, con la vecchia divisa da autista Atam

Dopo 13 anni la Cassazione chiude il contenzioso: un milione di euro per 42 dipendenti Tiemme (ex Atam)

Il 1° marzo 2008 il passaggio da Atam a Lfi, con conseguente taglio dello stipendio che avviò lo scontro con l'azienda. Il contenzioso si è trascinato fino alla fine dello scorso gennaio, quando è arrivata l'ultima sentenza. "Una vittoria a metà", sostiene Claudio Palazzi dei Cobas

Si chiude dopo tredici anni il contenzioso di 42 dipendenti oggi in carico a Tiemme, che reclamavano parte dello stipendio che non veniva loro riconosciuto: complessivamente si parla di un milione di euro, all'incirca. La Cassazione ha infatti stabilito che dovranno averla.

Una storia iniziata esattamente il 1° marzo 2008, quando si concretizzò il passaggio in blocco di 112 lavoratori da Atam ad Lfi. Il Comune di Arezzo, infatti, aveva deciso che il trasporto pubblico su gomma dovesse passare all'azienda La Ferroviaria Italiana, mentre Atam, che fino ad allora aveva garantito il servizio, si sarebbe continuata ad occupare soltanto della gestione dei parcheggi.

"Ufficialmente fu un trasferimento di ramo d'azienda - dice Claudio Palazzi, sindacalista Cobas -, ma il servizio Tpl era 'l'azienda', non il ramo. Comunque, a seguito di quel passaggio, i dipendenti Atam ebbero un contratto peggiorativo e persero alcuni benefit. Successivamente, il 14 aprile 2008, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Faisa siglarono un accordo per un'integrazione sulla retribuzione. Non si recuperava tutto, ma una parte. Dei 112 lavoratori ex Atam, alcuni firmarono subito, altri in seguito. Altri ancora, tra cui io, non firmarono affatto. Perché siglando quell'accordo avremmo anche dovuto rinunciare ad eventuali azioni legali. Nel tempo siamo rimasti in 42 a non voler firmare. In media abbiamo incassato meno dei colleghi: a spanne, tra i 100 e i 150 euro al mese netti. Ne è nato un contenzioso sulla disparità di trattamento tra chi aveva firmato e chi no: nel giudizio civile di primo grado, ad Arezzo, la sentenza ci fu avversa. In Appello a Firenze, nel 2014, la situazione si ribaltò. E il 25 gennaio scorso - dopo 13 anni - la Cassazione ha confermato quel verdetto".

E adesso cosa succede?

"Stiamo attendendo un segnale. Oggi - aggiunge il sindacalista - siamo tutti diventati dipendenti Tiemme, dopo la fusione del servizio di Lfi con quelli degli omologhi di Siena e Grosseto. Secondo gli accordi, mi risulta che una piccola parte del ristoro che dovremmo avere debba coprirlo Atam".

E di quanto si sta parlando, in totale?

"Ogni lavoratore vanta un credito diverso, anche in base all'anzianità di servizio. Siamo in 42. Si può parlare di un risarcimento complessivo di un milione di euro all'incirca. La Cassazione ha ribadito che il contratto firmato dai sindacati confederali nel 2008 deve essere applicato a tutti i lavoratori senza dover firmare alcuna liberatoria. E' una vittoria a metà, rispetto a quanto ci fu tolto nel 2008, però è un segnale inequivocabile: i diritti acquisiti non si toccano e la dignità non ha prezzo", conclude Palazzi.

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