"Sei indagato per pedofilia". Finta mail della Procura di Arezzo, ma vera truffa: 10 casi

Giornata infernale quella di ieri per alcune aziende, studi di professionisti e addirittura uffici di enti pubblici: dieci casi di tentato raggiro denunciati alla polizia postale di Arezzo tramite delle mail con l'intestazione della Procura della...

Polizia-Postale

Giornata infernale quella di ieri per alcune aziende, studi di professionisti e addirittura uffici di enti pubblici: dieci casi di tentato raggiro denunciati alla polizia postale di Arezzo tramite delle mail con l'intestazione della Procura della Repubblica di Arezzo. "Sei indagato per pedofila", oppure "per rapina", o ancora "per terrorismo". Mail fasulle con tanto di trappola, ma non facili da scoprire come altre.

Un pensionato di 75 anni, trafelato e spaventato, ieri si è presentato negli uffici della Polposta di Arezzo, in via Guido Monaco, sventolando ul foglio stampato della "Procura". "Non ho mai avuto problemi con la giustizia - ha detto terrorizzato agli agenti - perché rischio di essere arrestato?". Sul foglio nessun capo d'accusa, ma la minaccia di essere messo in manette se non si fosse presentato in tribunale ad Arezzo entro un paio di giorni per approfondire il suo - non meglio specificato - "caso".

La finalità delle mail? Quella di far cliccare un link in coda alla missiva. Così facendo, l'ignaro utente del pc, libererebbe il famigerato virus Cryptolocker, che molti sfortunati aretini hanno avuto già modo di conoscere.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
Cryptolocker è un ransomware (‘ransom’ in inglese vuol dire ‘riscatto’) che cripta i file di un computer. Recentemente sono stati bersagliati imprese e enti pubblici nella provincia. Le vittime, non riuscendo più ad accedere ai propri file, si rivolgono a un informatico per risolvere il problema. Non sempre ce la fanno e allora, magari, cedono alla richiesta di un riscatto. E c'è chi ha pagato migliaia di euro.

@MattiaCialini

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Scuola nel caos, annullate le graduatorie dei docenti precari. Lunedì molte cattedre resteranno vuote

  • Calciomercato dilettanti, la tabella dei trasferimenti

  • Studente precipita da 6 metri il primo giorno di scuola: è grave. Sequestrata l'area

  • "Positivo al Covid e dimenticato in una stanza del pronto soccorso di Siena", la storia di un giovane padre aretino

  • Nomi, non tutti sono permessi: ecco quelli vietati dalla legge in Italia

  • Ubi in Intesa e filiali aretine a Bper, poi il dubbio Mps. Cosa ne sarà degli sportelli della città?

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ArezzoNotizie è in caricamento