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"A scuola col cappotto per tenere le finestre spalancate, dove sono i purificatori promessi dalla Provincia?"

L'attacco della Federazione degli Studenti di Arezzo che segnala una complicata ripresa delle lezioni in presenza, contraddistinta da vari disagi legati al freddo e all'impossibilitò di chiudere le finestre

Ritorno sui banchi con gli alunni costretti al freddo per le finestre spalancate. "Eppure basterebbero i purificatori d'aria", fa sapere la rappresentaza della Federazione degli studenti di Arezzo che segnala i numerosi disagi che si stanno verificando negli istituto superiori della provincia a partire dalla scorsa settimana, quando sono riprese (parzialmente) le lezioni in presenza.

Lezioni in presenza e disagi per il freddo

"L'11 gennaio sono ripartite, non senza difficoltà, le lezioni in presenza per gli studenti delle scuole superiori di Arezzo. Fin da subito numerosi ragazzi e ragazze ci hanno inviato segnalazioni sulla situazione delle classi - attacca la Federazione. - Sono molti gli studenti che hanno raccontato di essere costretti a passare tutta la giornata scolastica con indosso il cappotto, perché le normative di sicurezza vigenti prevedono di tenere a lungo le finestre aperte in modo da garantire un'adeguata ventilazione. Certamente permettere il ricambio dell'aria è essenziale per evitare la propagazione del virus, ma è possibile che questo debba avvenire obbligando studenti e insegnanti a trascorrere intere mattinate al freddo? Non esiste nessuna alternativa a tenere le finestre spalancate per ore in pieno inverno?".

I purificatori d'aria

Una soluzione al problema, argomentano gli studenti, ci sarebbe. E la Federazione punta il dito contro la Provincia. "L'alternativa c'è e sono i purificatori d'aria che le istituzioni provinciali di Arezzo hanno promesso a tutte le scuole oramai due settimane fa. Questi dispositivi sarebbero in grado di ridurre notevolmente la trasmissione di germi e virus, permettendo di rendere le scuole un ambiente sicuro senza che ragazzi e docenti debbano soffrire il freddo rischiando, tra l'altro, di ammalarsi a causa di quello. I purificatori d'aria sono un'ottima soluzione, che è stata infatti annunciata con grande soddisfazione dalla Provincia. Ma ancora una volta dobbiamo chiederci: come mai, essendo il problema e le relative soluzioni noti da tempo, non c'è stata un'azione rapida per permettere di ottenere un ambiente scolastico il più sicuro possibile? Le istituzioni lavorano da dicembre, se non da prima, a questo nuovo rientro in presenza. Eppure sembra che una questione così delicata e fondamentale come quella della salute di giovani e insegnanti sia stata  trattata in maniera sommaria. Dove sono i purificatori? Il loro futuro utilizzo in tutte le scuole della provincia è certamente una grandissima notizia, ma è assolutamente necessario che l'arrivo di questi dispositivi nelle aule venga velocizzato. Abbiamo inoltrato la nostra richiesta alla Prefettura di Arezzo e al Provveditorato della scuola, in quanto questa situazione deve essere affrontata adeguatamente il prima possibile. La scuola ha bisogno di essere un posto sicuro, e gli studenti non possono più aspettare", concludono gli studenti.

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