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Decolla il test sierologico: da oggi il "pungidito" ai bambini dai 3 ai 14 anni

Mentre il dibattito infamma Arezzo, prende il via l'iniziativa rivolta a oltre 8mila bambini che frequentano le scuole aretine

Parte oggi lo screening sierologico rivolto ai bambini del comune di Arezzo che hanno un'età compresa tra i 3 e i 14 anni. L'iniziativa promossa dall'amministrazione comunale ha scatenato un vivacissimo dibattito in città circa l'opportunità di eseguire tali test in questa fase dell'epidemia. Una iniziativa in relatà che è stata già intrapresa in altri comuni e in altre regioni italiane. Come in Emilia Romagna (che nell'ultimo mese ha dato il via ad una campagna di test sierologici nelle farmacie) o nel Lodigiano (dove lo screening sierologico è stato portato a termine in 58 dei 61 comuni) come a Montevarchi. Altre regioni e altre città (come Firenze e anche Montevarchi alcune settimane fa) hanno invece optato per i tamponi antigenici (o rapidi) che molte famiglie aretine stanno chiedendo

Mentre il dibattito si consuma, la campagna di screening sta decollando. Da questa settimana, dal lunedì al venerdì, con orario 14-19, il personale della Croce Rossa effettuerà il test in base alle prenotazioni che i genitori degli studenti coinvolti potranno fare online. Ogni giorno si potranno effettuare circa 400 test.

"Si tratta di un test - ha spiegato in una nota il Comune - che si svolgerà in pochissimi minuti attraverso un semplice pungidito. Successivamente i genitori riceveranno via mail l’esito. Se il test sarà negativo, non ci saranno altri passaggi da fare; se invece risulterà positivo, oltre alla famiglia, verrà avvisato il pediatra di riferimento che potrà attivare la procedura di verifica attraverso il test molecolare che è l’unico al momento che può acclarare in via definitiva la positività al Covid 19".

Ma a cosa serve il test sierologico? Principalmente a rilevare "se la persona testata è entrata in contatto con il virus e ciò ha due scopi fondamentali: segnalare, appunto, l’avvenuto contatto e quindi il potenziale rischio di essere positivi asintomatici, cosa che verrà acclarata solo dal tampone nasofaringeo, ma anche valutare l’andamento della pandemia nel campione testato al fine di avere informazioni utili anche dal punto di vista epidemiologico".

Una scelta fatta già da altre regioni, come sottolinea in un post l'assessore Lucia Tanti riferendosi all'esperienza dell'Emilia Romangna: "È un progetto di screening diffuso con il sierologico, primo in Italia focalizzato sugli studenti ma aperto a molte altre persone.  È un bene che Arezzo sia nel solco delle esperienze più avanzate.  Siamo dentro una emergenza sanitaria mondiale forse sarebbe tempo di iniziare a fare le cose e non ad adoperarsi per non farle fare.  Arezzo comunque non abbassa la testa, non la nasconde, non la perde. La usa."

I detrattori però si appellano all'immunologo Roberto Burioni, che sugli schermi Rai, durante una puntata di Che tempo che fa, ha spiegato la differenza tra lo screening sierologico e i tamponi.

"Quando un paziente viene infettato dal coronavirus il sistema immunitario reagisce e produce anticorpi contro il coronavirus, il test sierologico cerca nel paziente questi anticorpi: se ci sono il test è positivo altrimenti appare negativo. Ma prima di tutto dobbiamo ricordare un cosa il nostro sistema immunitario impiega circa 12 giorni per produrre gli anticorpi. Abbiamo un paziente che si infetta con il coronavirus, comincia a replicarsi e stimola il sistema immunitario, ancora è asintomatico, poi diventa contagioso, ma ancora gli anticorpi non ci sono e quindi l'esame seriologico è ancora negativo. Il paziente ha la febbre sta male, ma ancora non ci sono gli anticorpi e il seriologico è negativo. Diventerà positivo più avanti, però si capisce che l'utilità concreta di un test di questo tipo è piuttosto limitata: un paziente contagioso negativo e uno malato è ugualmente negativo. Questo test è utile usarlo per guardare all'indietro, nel passato, quante persone si sono infettate con il coronavirus. Ma a noi interessa il presente e per questo dobbiamo usare il tampone molecolare."

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