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Cronaca

Mistero Landi, la figlia: "Tantissimi dubbi sul fatto che sia morto". Attesa infinita per il dna

Le perplessità della giovane espresse nella trasmissione di Rai 3 "Far West"

In molti, dopo la scomparsa, nutrivano dei dubbi sulla morte. Ieri sera, sugli schermi di Rai 3, anche la figlia di Samuele Landi - imprenditore svanito nel nulla dopo una tempesta nel golfo Persico - ha espresso le sue profonde perplessità. Lo ha fatto ai microfoni della trasmissione Far West, di Salvo Sottile. "Io personalmente? Io di dubbi ne ho tantissimi che sia morto - ha dichiarato al giornalista Carlo Marsilli -. Sta venendo a tutti il dubbio."

Perché il corpo del visionario imprenditore aretino, che fondò Eutelia e che negli ultimi anni era concentrato nella creazione di una città flottante al largo di Dubai, non è mai stato trovato. 

Dopo la tragedia dello scorso febbraio, che vide la chiatta spaccarsi e le persone a bordo finire in acqua, solo due persone sono state trovate in vita. Altre due sono state ripescate dalle acque ormai decedute. E una quinta persona manca all'appello: che sia questo proprio Landi?

La figlia dell'imprenditore ha raccontato che il corpo attribuito al padre in realtà non sarebbe stato trovato in mare, ma in una spiaggia distante circa 50 chilometri. Secondo alcuni familiari sarebbe stato riconosciuto con le impronte digitali, ma a infittire il mistero c'è il fatto che la Farnesina afferma di non aver mai avuto informazioni in merito e di stare ancora attendendo i riscontri del Dna. Infine, sempre la figlia, ha detto che suo fratello "aveva visto il corpo attribuito al padre, ma non lo aveva riconosciuto".

Intanto il regista che sta realizzando un documentario sulla vita di Landi, Oswold Horowitz, sta aggiungendo un nuovo tassello alla storia. Presto raggiungerà la Liberia, per capire i rapporti che l'imprenditore aveva in quel Paese e se è vero che stesse costruendo un "castello" in Africa. 

La tragedia

La ricostruzione della vicenda, a mesi di distanza dai fatti, continua dunque a mostrare molte lacune. Dopo la tragedia in mare, avvenuta il 2 febbraio, due marinai furono tratti in salvo vivi. Altri due corpi furono recuperati senza vita, dalle acque del golfo Persico dopo circa cinque giorni. Entrambi, pare, irriconoscibili. Da allora speranze, indiscrezioni, dichiarazioni di parenti e poi il silenzio. Su tutta la vicenda.

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