Cronaca

Scippatore incappucciato tra via Veneto e via Isonzo: altra aggressione a una ragazza per il cellulare

Un altro episodio predatorio, assai simile a quello della scorsa settimana, si è verificato, a Saione, all'incrocio tra via Vittorio Veneto e via Isonzo. Una ragazza è stata aggredita mentre era al telefono, lo smartphone le è stato strappato di...

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Un altro episodio predatorio, assai simile a quello della scorsa settimana, si è verificato, a Saione, all'incrocio tra via Vittorio Veneto e via Isonzo. Una ragazza è stata aggredita mentre era al telefono, lo smartphone le è stato strappato di mano e portato via. "E' stato un uomo, alto e magro. Difficile riconoscerlo: aveva un giubbotto, sotto una felpa con un cappuccio calato in testa", dice la vittima, Carolina di 28 anni. Il fatto è accaduto il 28 marzo scorso. La giovane ha deciso di raccontare quanto le è successo, dopo aver letto del caso analogo.

Il responsabile "incappucciato" potrebbe infatti essere la stessa persona dello scippo di venerdì notte, tra via Piave e via Vittorio Veneto. Aggressione da dietro, cellulare strappato di mano e fuga repentina nella notte. Anche l'orario per entrare in azione è il medesimo: le 23,30.

Ero da poco uscita da una serata al teatro Pietro Aretino in via Bicchieraia. C'era stato il concerto di Francesco Baccini. Io abito in via Isonzo e stavo rientrando a casa a piedi. Ero scesa per il Corso, avevo fatto il sottopasso di via Vittorio Veneto e avevo appena svoltato a sinistra verso via Isonzo. Ero al telefono con una mia amica. All'improvviso mi sono sentita aggredire alle spalle. Sono stata afferrata per un braccio, poi mi sono vista arrivare una mano in faccia.

La ragazza, istintivamente, ha opposto resistenza e l'uomo ha fatto forza per strapparle lo smartphone, un Asus Zenfone da 250 euro. La 28enne si è messa così ad urlare mettendo in allarme l'amica. L'uomo è poi riuscito a sottrarle il cellulare e a scappare.

Nell'immediato non avevo capito cosa stesse accadendo, ero choccata. La prima a muoversi è stata la mia amica che ha cercato di raggiungermi chiamando un taxi. Poi è accorso il mio vicino di casa che, sentendo il trambusto, è sceso di sotto e ha chiamato la polizia. Gli agenti, fatto il verbale, mi hanno poi invitato ad andare al pronto soccorso. E hanno fatto bene perché, passando i minuti, ho iniziato ad essere dolorante in più punti del corpo: lo zigomo - dove era appoggiato il cellulare -, il collo, la schiena.

Carolina è andata a letto a notte fonda, dopo aver messo il collarino e aver fatto numerosi accertamenti al San Donato. Sette i giorni di prognosi assegnati dai medici della Asl.

Anche in questa circostanza le forze dell'ordine hanno cercato di di ricostruire l'accaduto attraverso le immagini delle telecamere in zona. Ma al momento non ci sono certezze sull'identità dello scippatore incappucciato.

@MattiaCialini

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