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Cronaca

La sciarpa amaranto, gli amici cuochi, una grande commozione. L'ultimo saluto a Giorgio Sassoli

Il funerale è stato celebrato oggi nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Presenti tanti amici. La salma è stata poi tumulata nel cimitero di Arezzo

Troppo piccola la chiesa di Santa Maria delle Grazie per accogliere tutte le persone venute a salutarlo un'ultima volta. Ma Giorgio Sassoli proprio lì si era sposato e la famiglia ha voluto che la cerimonia funebre fosse celebrata nello stesso luogo, quasi a chiudere il cerchio di una vita condotta con il sorriso stampato sulle labbra.

C'erano gli ex colleghi dell'associazione Cuochi, tutti con il cappello da chef che Giorgio tante volte aveva indossato con fierezza. C'erano le rappresentanze dei vigili del fuoco e della polizia municipale, con il comandante Aldo Poponcini in testa. E poi moltissimi amici di vecchia data, con il bavero del cappotto alzato e gli occhi arrossati dalla commozione. 

C'era Pupo, che l'altro giorno sui social gli aveva dedicato un pensiero commosso: "Giorgio, amico caro e fidato. Grandissimo fioraio, ottimo cuoco e appassionato tifoso dell'Arezzo, lasci in me un vuoto immenso. Mi mancherai tantissimo. Che gli Angeli ti accolgano nella loro sconfinata, fiorita e profumata prateria".

E poi il gruppo degli ex amaranto, che con lui hanno condiviso gioie e delusioni calcistiche: Berti, Caverzan, Fabbri, Frescucci, Marini, Scattini, Sussi. Messaggi di cordoglio, non a caso, erano arrivati dalla Ss Arezzo, dal Museo Amaranto, da Orgoglio Amaranto.

Il feretro ha lasciato la chiesa con una sciarpa dell'Arezzo adagiata sopra, fasciato dalle composizioni floreali che le mani di Giorgio, per una vita intera, avevano curato. La salma è stata poi tumulata nel cimitero cittadino. Sassoli è morto venerdì scorso, poche ore prima di festeggiare il 68esimo compleanno.

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