Cronaca

Insegnante trova il quadro che le avevano rubato esposto alla fiera dell'antiquariato

Serie di operazioni dei carabinieri del Valdarno. Furto alla Coop Presso il supermercato Coop di Montevarchi, i carabinieri della locale stazione hanno tratto in arresto C.P., rumeno, classe'72, residente nel Valdarno. L’uomo...

Montevarchi collegiata s.lorenzo

Serie di operazioni dei carabinieri del Valdarno.

Furto alla Coop

Presso il supermercato Coop di Montevarchi, i carabinieri della locale stazione hanno tratto in arresto C.P., rumeno, classe'72, residente nel Valdarno.

L'uomo, probabilmente in concorso con persona rimasta ignota, asportava materiale vario posto alla vendita (prodotti per il corpo ed indumenti intimi), per valore non ingente, vendendo successivamente fermato dai militari operanti, passate le casse, congiuntamente al personale di vigilanza. Tutta la refurtiva veniva restituita al supermercato.

Il colpo del quadro

Nel corso del mercato - fiera dell'antiquariato tenutosi a Montevarchi la mattina del 25 febbraio, i carabinieri della stazione di Montevarchi hanno provveduto a sequestrare e restituire all'avente diritto un quadro di provenienza furtiva. Il dipinto, del valore di alcune centinaia di euro, era stato riconosciuto dalla legittima proprietaria, una insegnante, residente a Montevarchi.

Il quadro, asportato nel corso di un furto, veniva posto in vendita in una delle bancarelle, il cui titolare è stato denunciato per "acquisto di materiale di sospetta provenienza". I carabinieri montevarchini risalivano poi ad una donna, italiana, residente a Pontassieve, pregiudicata, che aveva venduto il quadro al commerciante, la quale veniva denunciata per ricettazione.

Truffa da 202 euro

Infine a seguito di una denuncia-querela presentata dal legale rappresentante di una società di recupero crediti attiva nel Valdarno aretino, i carabinieri della stazione di Montevarchi deferivano in stato di libertà un italiano, dipendente della stessa società, per il reato di appropriazione indebita.

Di fatto l'indagato faceva versare sulle coordinate bancarie del proprio conto corrente, la cifra di 202 euro da un cliente della società per il quale aveva definito una pratica debitoria, illudendo lo stesso che dette coordinate fossero quelle corrette.

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