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Botte nella casa di riposo: due operatori condannati, uno assolto. In tre patteggiano 2 anni

In tre aveva scelto la strada del rito abbreviato: di questi uno è stato assolto, due sono stati invece condannati a un anno e otto mesi. Due anni e multa per coloro che hanno patteggiato

E' arrivata questa mattina la sentenza in merito alle violenze perpetrate all'interno di una Rsa in Casentino. Il giudice Fabio Lombardo ha pronunciato il verdetto sulla drammatica vicenda della residenza assistenziale di Castel San Niccolò, per la quale erano accusati di maltrattamenti alcuni operatori sanitari. Lo scorso 20 novembre, la pm Julia Maggiore (presente nell'occasione, ma il titolare dell'inchiesta è Marco Dioni) aveva chiesto condanne di due anni a testa nei confronti dei tre operatori (difesi dagli avvocati Mauro Messeri, Fabio Vezzosi e Luciano Spigliantini) che avevano optato per il rito abbreviato: di questi uno è stato assolto, due sono stati condannati a un anno e otto mesi. Altri tre avevano intrapreso la strada del patteggiamento: 2 anni (sospensione condizionale) e multa (le difese sono Saverio Agostini, Antonella Mazzi e Michela Ceccherini).

"Troppo basse le richieste di condanna"

La ricostruzione della vicenda della Rsa degli orrori

La vicenda venne alla luce nell'aprile del 2018 quando, in seguito ad una meticolosa indagine dei Carabinieri, sei operatori sanitari che lavoravano nella Rsa di Castel San Niccolò furono denunciati per maltrattamenti nei confronti degli ospiti della residenza. Le sei persone  furono incastrate dalle immagini registrate da telecamere nascoste. Botte, percosse, offese, umiliazioni: immagini terribili 

"Mia nonna, quei lividi e le nostre paure"

Nell'udienza di luglio scorso erano state accolte le richieste di costituzione di parte civile presentate dall'Unione dei Comuni Montani del Casentino (rappresentata dall'avvocato Mazzeschi), della Comars,  il consorzio di cooperative che aveva in appalto i lavori e che aveva a sua volta dato l'incarico alla cooperativa Cooplar. La Cooplar, rappresentata dal legale Osvaldo Fratini, è entrata nel procedimento in qualità di responsabile civile.

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