Rsa, morta anziana. Regione: "48esima vittima aretina del Covid". Ma alla Asl non risulta. Va avanti l'inchiesta della Procura

La donna si era ammalata ed era stata ricoverata all'ospedale San Donato. Poi i tamponi avevano mostrato che si era negativizzata ed era tornata in Rsa. Poi il decesso

Si era ammalata di Coronavirus all'interno della Rsa di Bucine. Era stata spostata e curata: il peggio pareva passato e gli ultimi tamponi erano negativi. Invece il 1 luglio è morta. Secondo la Regione Toscana il decesso è da attribuire al Covid 19. La Asl Toscana Sud Est però sottolinea che, facendo riferimento a quanto registrato dall'Istat, la morte non è attribuibile alla pandemia. Un dubbio che chiede di essere fugato al più presto. E se anche di questo decesso si occuperà la procura di Arezzo, si potrà far chiarezza tramite accertamenti autoptici.

A perdere la vita è stata una signora di 76 anni, anche lei degente della Fabbri Bicoli, la rsa di Bucine che ha visto scomparire numerosi ospiti a causa del virus.  Con la sua morte, salirebbero a 48 le vittime ufficiali dell'epidemia nella provincia di Arezzo. Il percorso dell'anziana appare chiaro: dopo i tamponi eseguiti in seguito ai primi casi, la donna è stata ricoverata all'ospedale San Donato, nel reparto di Malattie infettive. Non c'era stato bisogno della terapia intensiva. Con il passare dei giorni la sua situazione è migliorata e dopo l'ultimo tampone negativo, era tornata nella rsa. Poi, il 1 luglio, il decesso. 

Proprio quel giorno un altro degente è risultato di nuovo positivo, dopo esser guarito, e un piano della struttura è stato riportato in quarantena. 

L'inchiesta sulle morti nelle rsa

Intanto l'inchiesta sulla morti nelle rsa del Valdarno, coordinata dal procuratore facente funzioni Luigi Bocciolini, affiancato dal pm Roberto Rossi, va avanti. Tre autopsie sono state già eseguite. L'ultima è di pochi giorni fa e entro la settimana potrebbero essere rese note le conclusioni dell'equipe di Medicina Legale dell'Università di Pisa che ha eseguito gli accertamenti. La procura sta cercando di capire se effettivamente le morti siano state causate dal Coronavirus o da patologie pregresse. Il confine, in pazienti anziani, già in cura per altre malattie, potrebbe essere sottilissimo. Solo dopo aver preso atto degli esiti delle autopsie la procura deciderà se riesumare altre salme. Una strada che potrebbe essere probabile, visto che la maggior parte dei decessi avvenuti in provincia di Arezzo è legata alle residenze assistenziali. 

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