Cronaca

Banca Etruria, tutte le sofferenze che hanno portato alla bancarotta. Funzionari verso il processo per truffa

Come è accaduto per la Banca Popolare di Vicenza, anche per Banca Etruria,  dopo l'audizione del procuratore Roberto Rossi, nel mirino della commissione d'inchiesta sono entrati i crediti inesigibili che hanno creato la voragine causa della...

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Come è accaduto per la Banca Popolare di Vicenza, anche per Banca Etruria, dopo l'audizione del procuratore Roberto Rossi, nel mirino della commissione d'inchiesta sono entrati i crediti inesigibili che hanno creato la voragine causa della bancarotta dell'istituto aretino.

La ricostruzione di tutte le sofferenze, che sono di circa 400 milioni, è stata pubblicata da Sole24Ore, che scende nel dettaglio e pubblica l'elenco di quelli che sono considerati gli "aspetti fraudolenti" e che riguardano 250 milioni.

I principali gruppi che riportavano una forte esposizione debitoria, emersi già durante l'inchiesta della procura, sono: Sacci (con 50 milioni di fidi e 45 milioni di sofferenze); Acqua Mare, Acqua Pia Antica Marcia, Acqua Marcia Turismo, del gruppo Francesco Bellavista Caltagirone (con 79,3 milioni di fidi complessivi, di cui 45 milioni in sofferenza); Energia Ambiente (a cui si registrano 24,5 milioni di sofferenze); Sogeim (con 29 milioni di fidi e 23 milioni di sofferenze); Privilege Yard (a cui si registrano 20 milioni di sofferenze); Sanatrix e Villa Pini, del gruppo Angelini (con, rispettivamente, 15 e 13,5 milioni di fidi e, rispettivamente, 10,6 e 14,5 milioni di sofferenze); Interporto di Roma (con 19 milioni di fidi e 17 milioni di sofferenze); Abm (a cui si registrano 16 milioni di sofferenze); Rossi (con 24 milioni di fidi e 13,5 milioni di sofferenze); Cardinal Grimaldi (si rilevano 12,3 milioni di sofferenze); Casprini Holding (con 15,5 milioni di fidi e 9,4 milioni di sofferenze); Immobiliare Pascucci (con 16 milioni di fidi e 11,5 milioni di prestiti).

Si tratta di affidamenti "facili" risalenti agli anni che vanno dal 2008 al 2010, ma rinnovati successivamente. Questo perché, secondo la procura di Arezzo, stando a quanto riportato da Sole 24 Ore «a fronte della già intervenuta sofferenza del credito...la revoca immediata avrebbe prodotto effetti a catena repentini che conducono alla insolvenza e al fallimento». E proprio il periodo dei rinnovi è finito nel mirino della commissione, in relazione alla presenza di Pierluigi Boschi nel cda. Negli anni successivi infatti Boschi era nel cda e il dubbio della commissione parlamentare d'inchiesta si è concentrato sul fatto che a quel punto il vicepresidente dell'istituto di credito poteva essere a conoscenza.

Intanto ad Arezzo si apre un'altra settimana intensa sul fronte giudiziario. Il prossimo 7 dicembre infatti prenderà il via il procedimento che vede accusati di truffa alcuni funzionari di Banca Etruria. Ovvero quella che era stata definita una sorta di cabina di regia che muoveva i fili di filiali e dipendenti spingendo a vendere i prodotti subordinati.

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