Cronaca

Il cordoglio delle istituzioni per Enzo Gradassi: le parole di Ceccarelli e del sindaco Ghinelli

Dopo una lunga malattia, Gradassi, ex dipendente della Provincia, giornalista e scrittore, è deceduto questa notte. Tra i ricordi quello di Tina Chiarini del centro Franco Basaglia e dell'amministrazione di Civitella

Da quando questa mattina ha iniziato a diffondersi la notizia che Enzo Gradassi era deceduto durante la notte è stato un sesseguirsi di messaggi, di note per ricordarlo, per dargli il meritato soluto pubblicamente. Si sono pronunciati partiti, colleghi di ricerche storiche, amici. Facebook, già carico di dolorose emozioni per il piccolo Jacopo Bacis, si è riempito di messaggi e di ricordi. Anche importanti figure istituzionali non hanno voluto mancare, come il sindaco di Arezzo e come l'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli che ha conosciuto molto da vicino al tempo della sua presidenza, Gradassi mentre era dipendente dell'ufficio cultura della Provincia.

"La scomparsa di Enzo Gradassi è un grande dolore per chi come me ha avuto la possibilità di conoscerlo e di apprezzare il suo impegno e la passione con cui portava avanti le cose nella quali credeva, nella vita e nel lavoro. L'ho potuto conoscere in profondità durante il mio mandato di Presidente della Provincia. Da anni già era impegnato sul tema della memoria, della salvaguardia dei valori e e dei protagonisti della resistenza. Su questi temi abbiamo lavorato e ho potuto apprezzare la sua profonda conoscenza di quel periodo e la passione con cui portava avanti il suo lavoro. Un uomo con valori solidi, che sono felici di aver potuto condividere. Alla famiglia mando le mie condoglianze e un affettuoso abbraccio."

Il sindaco Ghinelli lo ha voluto ricordare, raccontandone il suo apprezzamento:

“Di Enzo Gradassi ho sempre apprezzato l'amore viscerale per la nostra città, la nostra gente, il nostro territorio. Era un uomo di grandi passioni, con un attaccamento forte ai valori che hanno fatto di Arezzo e della sua provincia uno straordinario esempio di vitalità e di ingegno. Amava la storia ma non amava definirsi uno storico: preferiva il ruolo di divulgatore a cui ha dedicato energie e tempo, consegnandoci una serie di iniziative culturali, di opere letterarie che rappresentano un prezioso serbatoio di conoscenze e che ci hanno consentito di capire meglio il nostro passato. Ho appreso con costernazione della sua scomparsa, nonostante sapessi da tempo dell'agguerrita battaglia ingaggiata contro la malattia. Lascia a tutti noi, alla comunità di cui era uno dei più attivi rappresentanti, il ricordo di una persona per bene, innamorata del suo lavoro, capace di scavare dentro la realtà per coglierne anche i significati più nascosti. Alla sua famiglia le condoglianze mie e di tutta l'amministrazione comunale”.

Il ricordo del Comune di Civitella

L’amministrazione comunale di Civitella in Val di Chiana, esprimendo tutta la sua vicinanza ai familiari, vuol ricordare Enzo Gradassi per il prezioso lavoro da lui svolto per la memoria della storia del nostro territorio ed in particolare per l’aiuto da lui dato per la ricostruzione storica della strage nazifascista del 29 giugno 1944. Vogliamo ricordarlo al nostro fianco con le sue conoscenze e con il suo impegno durante le ricerche effettuate dalla Procura militare de La Spezia durante il processo per l’individuazione dei nazisti responsabili dell’eccidio, nella nascita e durante le iniziative dell’Associazione Civitella Ricorda  e nelle celebrazioni e ricerche portate avanti dall’amministrazione comunale.  Se ne va lasciando un patrimonio storico preziosissimo, di libri e saggi di approfondimento nonché materiale digitale da lui raccolto che rappresenta e rappresenterà un insostituibile punto di riferimento per le ricerche e gli studi di tanti insegnanti e degli studenti delle scuole della nostra provincia.

La lettera di Tina Chiarini presidente del Centro Franco Basaglia

Enzo uno di noi - Con Enzo Gradassi se ne va uno dei più attenti custodi di personaggi che lui ha saputo descrivere con quella sua arguzia unica e inimitabile, mantenendone così viva la memoria nella nostra città. I suoi innumerevoli racconti ce lo consegnano anche come uno dei più grandi conoscitori delle vicende legate alla storia della Resistenza da lui descritte con profonda realtà e con una grande vicinanza e umanità. Ma per noi del Centro Franco Basaglia Enzo era è e sarà per sempre uno “dei nostri”.

Lo era quando Arezzo viveva quella stagione straordinaria di libertà e democrazia che è stato il superamento dell’ospedale psichiatrico e lui riusciva in quelle mostre fotografiche che venivano allestite, a fermare l’immagine di profonda emarginazione subita dei tanti  “senza voce e senza storia” a cui veniva restituita una vita degna di essere vissuta. Lo è stato quando a più di 40 anni dalla straordinaria riforma di Franco Basaglia il nostro Centro con Bruno Benigni prima e dopo, nei vari seminari programmati veniva coinvolto e lui c’era, era lì con noi. Enzo sapeva cogliere sempre il senso profondo dei temi che venivano affrontati, che fissava nella locandina degli eventi, sia che si parlasse di contenzione o di residenzialità sociale senza emarginazione, di buone pratiche dei servizi. La scelta di quelle immagini diceva tutto della sua arguzia, della sua capacità di introspezione, della sua profonda umanità.

Ci mancherai tanto caro Enzo, stringendo in un forte abbraccio la tua compagna e i tuoi figli, ti ringraziamo per il tanto che ha saputo darci, rimarrai uno di noi, con noi, per sempre.

Arezzo 2020, il tempo di cambiare

Dopo aver combattuto la malattia per tanti anni con la forza dei suoi affetti e dei suoi libri, alla fine Enzo Gradassi ci ha lasciato.

Arguto e meticoloso, pungente e selettivo, nei suoi libri Enzo è stato scrittore essenziale quanto nella vita prodigo e veritiero affabulatore di cronaca e storia. Partigiano nel senso migliore, cioè colui che sa vedere ragione e torto e decide di schierarsi dalla parte giusta, pur senza disconoscere le contraddizioni che vita e storia ci presentano. E partigiano nel voler ricostruire fino al dettaglio vari accadimenti della Resistenza aretina per consegnarli a chi ignora, a chi dimentica, a chi non vuole che si ricordi. 

Enzo Gradassi è stato giornalista, ricercatore delle tradizioni popolari e poi scrittore di varie storie della nostra terra, indagate con la passione dello scopritore e lo scrupolo dello storico e poi raccontate con stile asciutto e senza prosopopea. Dalle sue tante storie "minori" sono emerse vicende umane, politiche, sociali che spiegano e imprimono la cifra alla storia "grande". 

Per molti aretini Enzo è stato un amico e un compagno, per altri un impareggiabile narratore di tante nostre radici. Per tutti un uomo verso il quale serbare riconoscenza e affetto.

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